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Tutte le informazioni sanitarie che stai per leggere sono state scritte da informatori sanitari professionisti, e revisionate da Medici regolarmente abilitati alla professione.
- Che cos’è una crisi?
- Diversi tipi di crisi, diversi tipi di… Serpenti?!
- Il tempo è il fattore determinante di ogni crisi
- Crisi patrimoniale, crisi economica e crisi finanziaria: impara a riconoscerle
- Ian Mitroff e la gestione della crisi: è possibile imparare dai fallimenti, specie se molto costosi?
- Il problema maggiore nella crisi d’impresa in ambito sanitario: tu sei un Medico, non un economista
- Ma la crisi potrebbe anche essere un’opportunità, se ben gestita
- In caso di crisi del tuo studio medico, noi siamo qui per te: chiamaci
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I pazienti scarseggiano, i costi di gestione salgono e i flussi finanziari in entrata non riescono a coprirli, tanto da temere una chiusura dell’attività?
In realtà, le difficoltà gestionali di un business, e in special modo quelle dei servizi sanitari, non sono dissimili a delle vere e proprie perturbazioni con un’origine non sempre chiara.
Possiamo dire come un ‘nucleo della tempesta’ che, spesso, durante il bailamme che genera la crisi non viene notato.
Eppure, trovare l’esatta origine della crisi dello studio è fondamentale per attuare le giuste contromisure e riprendere il controllo della situazione, per un ritorno quanto più rapido possibile alla normalità lavorativa.
Leggi questa pagina per capire cosa s’intende, in economia, per ‘crisi d'impresa’, nonché le possibili origini di quelle legate all’ambito sanitario, con esempi pratici e casi studio concreti che potranno aiutarti a capire come agire e chi contattare per ritornare alla tua normale attività giornaliera e far dunque proseguire il tuo studio medico.


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Che cos’è una crisi?
In economia, per ‘crisi’ s’intende una situazione anormale nelle regolari routine aziendali, di origine transitoria (più o meno lunga) che si porta con sé malessere, disagio ed inevitabile cambiamento.
Nel corso degli anni molti economisti, anche di grande successo come Michael Porter, si sono prodigati per stabilire cosa sia in realtà una crisi d’impresa e dargli quindi le giuste connotazioni dottrinali, ma il tempo ha stabilito che il concetto di ‘crisi’ è vario e mutevole.
Spesso questo concetto è determinato dalla realtà locale (impresa) che viene afflitta da questo vero e proprio cambiamento burrascoso, e dunque è necessario razionalizzare i termini per descriverlo secondo un approccio flessibile.
In generale, la crisi aziendale è sempre un evento che, per quanto mutevole nella forma e nella forza dirompente, viene sempre accompagnato da:
- Temporaneità, poiché le crisi (tutte, nessuna esclusa) sono condizioni straordinarie ed anomale rispetto alla normale routine lavorativa quotidiana. Pertanto sono naturalmente portate a risolversi, anche non sempre in modo positivo per l’azienda;
- Malessere, poiché le modifiche anomale della normale attività quotidiana dell’azienda influiscono negativamente sul personale, sulle risorse umane, sui rapporti con clienti e fornitori, generando un clima d’incertezza, ansia e preoccupazione che può avere pesanti ripercussioni sulla qualità della produzione del valore dell’attività. Quindi, parlando di studi medici, sull’erogazione dei servizi sanitari proposti;
- Disagio, poiché il malessere causato dalla crisi e il modificarsi delle normali routine lavorative, magari note e praticate da anni, causa a sua volta insicurezza: un posto di lavoro considerato ‘sicuro e familiare’ può dunque divenire un luogo incerto, scomodo e pieno di tensioni tra colleghi e dirigenti (spesso, anche clienti), che determina sovente un calo della qualità dei prodotti offerti
Le crisi possono colpire qualsiasi azienda operante in qualsiasi mercato e in qualsiasi settore dello stesso e, a volte, non è anzi raro che possano colpire delle determinate segmentazioni di un dato settore (ad esempio, i servizi odontoiatrici), andando a scombussolare ASA (Aree Strategiche d’Affari) specifiche, che magari possono riguardare i core business aziendali.
Sempre facendo riferimento al mercato di nostro interesse, cioè quello sanitario, un classico esempio di crisi segmentata potrebbe essere quello di uno studio dentistico specializzato in Implantologia.
Per saturazione del suo mercato di riferimento, questo studio ha investito nel rinnovo di costosi macchinari diagnostici ed elettromedicali (TAC a fascio conico, scanner endorali, frese a motore computerizzate, ecc.) proprio in un momento in cui il settore non riesce più a garantire nuovi flussi continui di pazienti, generando una mancanza di liquidità che rischia di compromettere la continuità dell’attività.
Tutte le aziende, prima o poi, sperimentano uno stato di crisi, piccolo o grande che sia.
Esattamente come nella nostra vita prima o poi ci ammaliamo (chi più seriamente, chi meno), anche le crisi d'azienda capitano, e spesso in contesti apparentemente sani e solidi.
Ecco perché, nelle buone pratiche del Risk Management, si considerano le crisi d'impresa come accadimenti prima o poi inevitabili, con i quali, prima o poi, si dovranno fare i conti.
Per questo motivo, fa parte della buona prassi della prevenzione approntare un piano d'emergenza già pronto da usare in caso di crisi, anche se spesso è solo un vademecum contenente i punti essenziali da rispettare durante la gestione del contenimento.
Questi punti possono essere di natura organizzativa, come ad esempio le indicazioni su chi e come dovrà gestire la comunicazione di crisi, oppure di origine economica, con le attività da proteggere e tutelare ad ogni costo, ad esempio quelle considerate il core business dell'attività, da cui dipendono i maggiori introiti.
Questo documento, chiamato Contingency Plan (o Piano di Contingenza), anche se non obbligatorio, è fortemente raccomandato per ogni azienda, e dunque anche per uno studio medico, ed andrebbe redatto da professionisti del Crisis Management, in accordo con la direzione dello studio.
Diversi tipi di crisi, diversi tipi di… Serpenti?!
Le crisi aziendali non sono tutte uguali ma anzi, la dottrina consolidata vuole che ognuna di esse sia un caso differente, e che pertanto, sebbene le origini possano avere cause comuni (patrimoniali, economiche o finanziarie), esistano comunque differenti tipi specifici di ‘crisi’.
Sostanzialmente, a livello generalista ed usando un colorito paragone col mondo animale, possiamo avere due tipi di crisi: le crisi definite ‘cobra’ e le crisi definite invece ‘pitone’.
Le crisi cobra, come il nome del serpente loro omonimo lascia intuire, sono crisi eccezionalmente rapide e devastanti.
Colpiscono all’improvviso, spesso con un’origine causata da un evento eccezionale avverso, e si diffondono in maniera esplosiva sia internamente, cioè nel personale aziendale, nei clienti e nei fornitori, sia esternamente, cioè sui media e verso i potenziali clienti.
Le crisi cobra sono facili da identificare nella loro origine, che solitamente è chiara e palese e riguarda un episodio lampante, ma sono difficili da controllare e da far rientrare prima che abbiano fatto enormi danni, poiché la loro diffusione pressoché immediata rende complicata la gestione d’emergenza.
Sempre rimanendo nell’ambito sanitario, un buon esempio di una crisi cobra potrebbe essere un macroscopico errore operatorio di un Chirurgo Plastico, che ha causato un danno irreversibile ad un paziente.
Errore magari dettato da incuria nei protocolli standard di sicurezza o una malpractice ben evidente, che ha a sua volta immediatamente incuriosito i media (giornali, TV, blog, ecc.) che hanno ingigantito l’accaduto.

Le crisi pitone invece, proprio come il serpente costrittore, sono crisi più subdole: partono in sordina, spesso con piccoli segnali difficilmente notabili, ma poi s’ingrandiscono e diventano sempre più opprimenti, fino a ‘strangolare’ l’azienda.
Al contrario delle crisi cobra, le crisi pitone sono caratterizzate da un’incertezza della loro origine, che solitamente è multi-fattoriale e pertanto difficile da identificare con chiarezza, ma la loro gestione tempestiva, se ben eseguita, può contenere il danno, impedendo alla crisi di espandersi ulteriormente.
Un esempio di crisi pitone potrebbe essere uno studio dentistico che, negli anni, confidando solo sul suo prestigio e sul passaparola, non si è adeguato ai nuovi standard comunicativi necessari nel complesso mercato odontoiatrico moderno.
Non ha dunque attuato nessuna strategia di marketing per difendere ed aumentare il proprio prestigio e la propria reputazione online.
Questo magari ha generato lentamente, nel tempo, un mancato ricambio di pazientela giovane che, invece, non trovando materiale sanitario online aggiornato e dal giusto tono di comunicazione, ha preferito rivolgersi ad altri studi odontoiatrici, capaci invece di comunicare i loro servizi in maniera più efficace.
Capire la tipologia di crisi che può abbattersi su uno studio medico, dentistico o poliambulatorio, la sua natura e la sua origine, è dunque uno dei primi passi obbligatori per metter in atto strategie di difesa adeguate.
Il tempo è il fattore determinante di ogni crisi
Come abbiamo accennato precedentemente, la crisi aziendale è legata indissolubilmente alla sua durata che, per quanto più o meno lunga, non è infinita: ogni crisi ha un inizio, un suo effetto e una sua fine.
La costante che lega l’inizio e la fine di una crisi è il mutamento: la crisi difatti porta sempre conseguenze di cambiamento nell’azienda che la subisce, e queste conseguenze possono essere più o meno pesanti, quindi negative, ma non è da escludere che possano anche portare inaspettati effetti positivi.
In ogni caso, il tempo di propagazione degli effetti della crisi è comunque definito e limitato, anche se è spesso difficile, se non impossibile, prevedere a priori la sua durata generale.
Capito questo, cioè che il tempo è una faccia stessa della crisi, va da sé intuire che il tempo è anche determinante per preparare e realizzare le contromisure necessarie atte a risolvere la situazione di malessere e disagio che impedisce all’azienda una normale attività lavorativa.
Detto in altre parole: in ogni crisi, che sia acuta, cronica, che abbia origine patrimoniale, economica o finanziaria, il tempo d’azione è cruciale per approntare la giusta strategia risolutiva.

Prima s’interviene per capire l’origine della crisi, per approntare un team adatto alla sua gestione e per agire concretamente con misure di contrasto apposite, e prima si ha la speranza (non certezza) di ritornare ad una condizione di normalità aziendale.
Secondo la dottrina internazionale ormai consolidata da decenni, difatti, uno degli obiettivi principali da tenere a mente durante una crisi è il ritorno quanto più rapido possibile alla normalità dell’erogazione dei servizi aziendali.
Ciò vuol dire, sempre rimanendo nel nostro ambito sanitario, che uno studio dentistico che ha subito un forte calo di pazientela, magari causato da inadeguatezza della sua posizione di visibilità nel mercato, deve assolutamente investire ogni energia per colmare, nel più breve tempo possibile, il gap comunicativo che ha nel suo settore di mercato di competenza con gli altri Colleghi.
In modo da ritornare a flussi di pazienti congrui a sostenere non solo le spese di gestione dello studio, ma anche di garantire il guadagno necessario che rende l’attività praticabile e sostenibile.
Non è raro che molte crisi aziendali che finiscono ‘male’, cioè con la chiusura dell’attività, sono state lasciate correre da un certo lassismo da parte degli attori coinvolti (specie dell’alta dirigenza, o dei titolari degli studi medici), che hanno minimizzato problemi manifesti e reali, trascurandoli e permettendo dunque alla crisi di ingigantirsi enormemente, fino a strozzare ogni minima possibilità di risoluzione positiva.
Nel 1995, una fantastica ed ancora in splendida forma Tina Turner, vestita con un sontuoso abito da sera argentato, avvertiva l'agente segreto più famoso del mondo, James Bond, che "time is not on your side", cioè che il tempo non era dalla sua parte.
Ovviamente, stiamo parlando di uno dei film di 007 più famosi, "Goldeneye", interpretato da un Pierce Brosnan in stato di grazia e condito con una delle sigle d'apertura più belle della storia dell'agente britannico creato da Ian Fleming.
In effetti, fantaspionaggio a parte, che il tempo 'non sia dalla nostra parte' durante una crisi d'impresa è un fatto noto, assodato e che rientra non solo nella dottrina accademica, ma anche nei fatti concreti che portano al contenimento dell'emergenza critica (qualsiasi essa sia).
Durante le crisi dell'impresa ogni giorno che passa senza che s'intervenga con azioni mirate e ben pianificate è un macigno che si accumula in una situazione già critica, e che non fa altro che peggiorare il problema.
In tal caso, il lassismo, il 'lasciar correre' sperando che le cose si sistemino da sole è forse il pericolo maggiore, ancor più temibile della crisi in sé.
Che è poi uno dei motivi per cui essa fa spesso dei danni enormi all'attività, al punto da portarla a volte alla chiusura.
Crisi patrimoniale, crisi economica e crisi finanziaria: impara a riconoscerle
Nelle Scienze Economiche, che non sono scienze esatte ma rientrano nelle più ampie Scienze Sociali, esiste una netta distinzione tra il concetto di patrimonio, di economia e di finanza.
Questa distinzione, che dovrebbe essere chiara e indubbia a qualsiasi Medico che decida di aprire una propria attività privata, o qualsiasi investitore che comunque decida di inserirsi nell’attività sanitaria, è d’importanza cruciale in materia di crisi d’impresa, poiché tende ad identificare le tre macro-aree dove le crisi, giocoforza, originano e dove si espandono nei loro effetti dirompenti.
Il patrimonio è tutto ciò che è di proprietà dell’imprenditore dell’azienda stessa (se gestita e posseduta da soci, sia per capitali che persone fisiche).
Parlando di uno studio medico o di una struttura sanitaria, tali possedimenti possono essere i locali fisici, eventuali brevetti proprietari, gli elettromedicali, le giacenze di cassa, i capitali eventualmente investiti, ecc.
Alcuni, in quest’ottica, fanno rientrare nel concetto di patrimonio anche il know-how aziendale, e giocoforza quindi anche il capitale umano posseduto dall’azienda, poiché senza di esso, senza la sua competenza ed esperienza, l’azienda stessa potrebbe avere difficoltà ad erogare i servizi richiesti che la contraddistinguono.
L’economia è invece il flusso degli scambi aziendali, sia in entrata che in uscita.
È un argomento complesso e variegato, che sostanzialmente si basa sul concetto di catena del valore: ogni azienda, di qualsiasi tipologia, in qualsiasi mercato o settore dello stesso, di qualsiasi entità operativa e finanziaria, lavora trasformando dei prodotti iniziali (non necessariamente di origine fisica), tramite passaggi sincronizzati e trasversali, in prodotti più complessi, strutturati e spesso personalizzati, atti a soddisfare un dato bisogno del mercato.
La trasformazione dei prodotti per così dire ‘grezzi’, sia fisici che concettuali (servizi professionali, come ad esempio quelli sanitari), in prodotti a valore cosiddetto aggiunto, in grado di colmare il vuoto causato da un desiderio dei consumatori, è alla base del mercato, e dunque è l’accezione stessa di ‘economia’.
La finanza è invece lo studio ed il controllo dei flussi dei capitali derivati dall’attività economica, cioè dei corrispettivi in entrata ed in uscita (monetari ma anche di titoli, azioni, obbligazioni, ecc.).
C’è una differenza dunque fondamentale tra flusso economico e flusso finanziario: il flusso economico è generato da tutte le attività che portano a scambiare (vendere e comperare) prodotti, mentre il flusso finanziario è dato dallo scambio monetario, o comunque di capitali, necessario a pagare o ottenere ricavi dalla compravendita economica.
Spesso e volentieri, quando subentra una condizione di crisi aziendale, molti imprenditori, ma anche molti consulenti professionisti, si concentrano esclusivamente sulla crisi finanziaria, cioè sull’ammanco del cash flow (flusso di denaro) che causa a sua volta impossibilità di onorare debiti con i creditori, i finanziamenti in essere (inclusi i leasing o i comodati d’uso), le imposte e, non di rado, anche gli stipendi dei dipendenti.
In realtà, l’ammanco finanziario è in genere solo una conseguenza, quella immediatamente visibile, di una crisi che nasce sovente da un problema economico o patrimoniale.
Lo stesso Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (l’ente che presidia gli Ordini provinciali dei Commercialisti), ha più volte ribadito nelle proprie note ufficiali che, in caso di crisi d’impresa, non si debba focalizzarsi esclusivamente sulla parte finanziaria ma si debba invece indagare sull’esatta origine che ha portato al dissesto di cassa.
Facciamo qualche esempio pratico, sempre nell’ottica dell’attività sanitaria di uno studio medico o dentistico.
Supponiamo che, in una data condizione di mercato, uno studio odontoiatrico si trovi per due trimestri consecutivi in una condizione di difficoltà soggettiva nel far fronte al leasing di macchinari precedentemente acquisiti.
Ad esempio, una TAC Cone-Beam in 3D totalmente digitale acquistata, che ora risulta difficile da onorare per un calo del flusso di pazienti che, storicamente, era il cuore di una delle ASA (Aree Strategiche d’Affari) dello studio, cioè l’Implantologia.
Lo studio dunque si trova in una condizione di difficoltà nell’onorare le rate mensili della TAC, non per mancanza assoluta di pazienti, ma per il calo degli stessi dell’ASA di riferimento (Implantologia).
I ricavi che consentivano di ripagare mensilmente un buon 70% della rata del leasing, venuti meno per il calo della pazientela, devono ora coprire anche altri settori (ad esempio, l’Odontoiatria tradizionale, e i relativi costi d’esercizio).
Ad una prima analisi, il problema dunque sembrerebbe essere di natura finanziaria, poiché minori entrate dall’Implantologia hanno causato una difficoltà, in un semestre, nel flusso di denaro necessario a ripagare il leasing dei macchinari.
In realtà, il calo degli introiti è una conseguenza di un declino economico, che ad un’analisi più approfondita non sembra essere soggettivo dello studio ma oggettivo dell’ASA generale dell’Implantologia, che magari da anni ha raggiunto ormai maturazione e saturazione di mercato nella zona locale d'attività.
Ecco che dunque l’investimento patrimoniale effettuato senza prima analizzare lo stato reale del mercato e dell’ASA di riferimento, ha causato a sua volta una difficoltà economica che, ignorata (magari, non puntando adeguatamente su informativa sanitaria adeguata e su giusta promozione dei servizi) ha, di rimando, causato l’ammanco finanziario responsabile della crisi.
Questo è solo un esempio, ovviamente, ma che potrebbe essere idoneo per spiegare, in sintesi, come le crisi finanziarie siano raramente la causa originaria della crisi in sé, quanto piuttosto conseguenza inevitabile di problemi patrimoniali od economici.
Il modo migliore per prepararsi alla crisi, o meglio alla sua gestione e contenimento, è pensare che le crisi capitano, e spesso capitano per fattori esterni all'azienda su cui i dirigenti, i titolari o responsabili non hanno alcun controllo effettivo.
Difatti, le cause esterne di crisi sono molto più numerose delle cause interne, e di ciò si dovrebbe prendere atto quando si cerca di approntare un piano di contingenza adatto a proteggere l'azienda dalla prossima crisi.
Va fatto notare che una crisi d'impresa non vuol dire sempre e comunque fallimento dell'attività, anzi: tutte le aziende, nella loro vita, sperimentano piccole crisi, fortunatamente il più delle volte contenute, senza che comunque la loro esistenza sia messa in pericolo.
Prepararsi alla crisi non vuol dire rassegnarsi, e una crisi non vuol dire sempre fine dell'attività!
Ian Mitroff e la gestione della crisi: è possibile imparare dai fallimenti, specie se molto costosi?
Nel 1993, il famoso consulente americano Ian Mitroff pubblicò un testo divenuto presto uno dei fondamenti della crisi d’impresa: “Crisis Management Model” (Mitroff & Pearson, 1993; Mitroff, 2005).
Nel suo schema di gestione della crisi, adattabile a pressoché qualsiasi attività, Mitroff definì cinque punti consequenziali che dovrebbero essere studiati ed attuati per contenere al massimo l’effetto dirompente e spesso nefasto delle crisi d’impresa.
Tali punti sequenziali sono:
- Signal Detection (Identificazione dei primi segnali), che comprende tutte le attività di vigilanza che dovrebbero essere sempre attuate per accorgersi, nel più breve tempo possibile, dei primi segnali di crisi (le cosiddette red flag).
Nel caso delle crisi pitone di uno studio medico, questi segnali possono essere subdoli e deboli, come ad esempio un contenuto malcontento di alcuni dipendenti per turni eccessivamente carichi di lavoro, qualche recensione non propriamente edificante sull’attività da parte dei pazienti, o un inizio di contrasto col reparto marketing (interno o in consulenza), che magari ha messo alla luce delle divergenze di visione del business plan degli investimenti in comunicazione; - Preparation/prevention (Preparazione e prevenzione), che comprende la stesura di un certo protocollo d’attività atto a preparare e prevenire le crisi PRIMA che esse si presentino.
Si tratta di una fase importante per ogni impresa, poiché i piani d’azione che possono essere applicati durante una crisi, giocoforza, risentono delle caratteristiche d’urgenza e di pressione, e potrebbero anche essere più costosi e dispendiosi, invece, di piani già pronti, preparati e ben costruiti, progettati quando l’azienda non ha particolari problemi e dunque senza l’iper-pressione e la necessità di essere necessariamente veloci; - Containment (Contenimento), che comprende tutte le attività d’immediata operatività, atte a contenere la crisi e, possibilmente, evitarne l’espansione e il danneggiamento dell’azienda.
Questa parte operativa, di fondamentale importanza, non dovrebbe essere effettuata esclusivamente dalla dirigenza o dall’imprenditore, ma da personale qualificato e specializzato nella gestione delle crisi, possibilmente gestito da un singolo portavoce, che comunque deve lavorare in sincronia con la dirigenza; - Recovery (Recupero), che comprende tutte le attività necessarie atte, come il nome suggerisce, ad un ritorno alla normalità operativa dell’azienda.
È il momento del ‘il peggio è passato’, ma che risulta fondamentale per ripristinare adeguatamente gli animi di personale, clienti e fornitori e recuperare la qualità e la forza lavoro idonea per il ritorno alla routine aziendale quotidiana;
- Learning (Apprendimento), che comprende tutta l’analisi della crisi, dalla sua origine al ritorno alla normalità, con l’obiettivo di imparare dagli errori e far tesoro degli stessi, per tentare di evitare gli stessi problemi che, in futuro, potrebbero portare ad altre crisi similari.
Il periodo temporale che va dal primo punto al quinto varia da crisi a crisi, e da azienda ad azienda: non vi è un tempo minimo o massimo.
Possono esserci percorsi ad esempio di contenimento molto lunghi e complessi, con tempi di Recovery che possono durare anche mesi od anni, oppure contenimenti rapidi ma recuperi lunghi, e viceversa.
Tendenzialmente, si comincia a parlare della fase di Recovery quando il contenimento non solo ha identificato il problema, ma ha anche messo in campo tutte le attività necessarie a risolverlo, possibilmente in maniera efficace (anche se non efficiente, poco importa durante l’apice della crisi), veloce e col minimo impatto sulla normalità aziendale, già provata dalla crisi.

Sempre nel caso di uno studio odontoiatrico in difficoltà per un abbassamento del flusso della pazientela implantare, si può parlare di punto di Recovery quando il reparto marketing, in accordo con le disponibilità d’investimento (anche ricorrendo alla leva del credito, se necessaria) ha operato campagne specifiche e mirate d’informativa, in grado di veicolare un maggior numero di potenziali pazienti attratti dalla possibilità di usufruire di servizi implantologici d’eccellenza, per mezzo di macchinari moderni e di qualità.
Il problema maggiore nella crisi d’impresa in ambito sanitario: tu sei un Medico, non un economista

In Italia, a parte singole eccezioni (ad esempio, grandi gruppi in franchising o grandi aziende sanitarie strutturate), il modello degli studi medici e odontoiatrici privati ricalca molto lo schema elementare di una micro-impresa: al vertice c’è il professionista sanitario di riferimento (che è anche il gestore dello studio o il suo direttore generale, non solo sanitario), seguito dagli assistenti e collaboratori sottoposti, alcuni appaltati in esterno.
La gestione manageriale degli studi medici è spesso molto approssimativa, e molte realtà risultano a conduzione familiare, con padri che lasciano il posto ai figli senza grandi sconvolgimenti manageriali.
Il classico: “Abbiamo sempre fatto così”, tanto per intenderci.
Questo modello, che compone ad esempio la quasi totalità degli studi dentistici (oltre il 70% degli studi odontoiatrici privati italiani rispecchia questo schema) è una delle cause della mancata presenza competitiva del Paese rispetto alla media europea, e della lentezza cronica sullo sviluppo dell’attività sanitaria d’innovazione.
Sebbene il modello di conduzione familiare o pseudo-familiare comporti dei vantaggi (costi di gestione bassi, controllo totale delle finanze e delle dipendenze, immediata capacità decisionale, ecc.), spesso esso è incapace di adattarsi ad un mercato sanitario ormai mutevole, fluido e molto complesso come quello attuale, in cui l’iper-specializzazione e la segmentazione dei settori è una richiesta diretta della pazientela.
Molte crisi degli studi medici sono diretta conseguenza della loro gestione manageriale approssimativa, in cui il Medico è non solo imprenditore, ma anche manager, direttore, esperto di marketing, vendite ed assistenza post-trattamento dei pazienti.
Insomma, un tuttologo iper-competente in settori estremamente differenti, che in realtà necessitano di personale specialista e differenziato.
In questo contesto, l’arrivo di una crisi rappresenta spesso una tempesta in cui il Medico titolare dello studio si trova suo malgrado ad affrontare senza nessuna competenza reale per farlo.
Questo è comunque comprensibile, e in parte giustificabile: la formazione medica italiana non include competenze di Crisis Management, eppure ci si aspetta che un professionista sanitario sia anche imprenditore esperto (cosa che non è scontato che avvenga).
I risultati, in tal caso, si rivelano sempre difficili da accettare e superare, e piccole crisi che potenzialmente potrebbero essere risolte con poca energia si tramutano spesso in cicloni dalla potenza considerevole, che lasciano al loro passaggio macerie e distruzione.
In generale, in Italia, la gestione della crisi d’impresa è un campo specifico dell’economia ancora molto arretrato, specie nel settore sanitario, abituato per anni a vivere con una domanda anaelastica e dunque poco incline alla gestione razionale delle crisi, che sovente vengono considerate “Un problema degli altri, non mio”.
Purtroppo, questo modo di pensare è spesso la causa primaria della crisi, e quel che è peggio è che è davvero difficile far capire al Medico o al Direttore Generale di un’attività sanitaria che il tanto decantato “Abbiamo sempre fatto così” si rivela quasi sempre l’epicentro del terremoto causato da una condizione di crisi.
Per un brutto errore di Vincent Vega, scagnozzo gangster dalla pistola fin troppo facile, il povero Marvin, una mezza tacca criminale che aveva tentato di fregare il ricco e crudele boss Marsellus, finisce inesorabilmente con la testa spiaccicata sul lunotto della macchina di Jules Winnfield, compare di Vega e anch'esso gangster di Marsellus.
Per evitare di essere arrestati con un morto senza testa in macchina, i due malviventi riparano in fretta e in furia a casa di Jimmie Dimmick, vecchio amico di Jules che però ha un problema: sua moglie sta per rientrare dal turno di notte in ospedale, e non sarebbe molto contenta di trovare gangster che fanno cose da gangster nel garage.
Per ovviare all'inghippo, Marsellus manda a casa di Jimmie il Sig. Wolf: un elegante, carismatico quanto freddo e distaccato 'risolvi problemi', che in poco tempo, con una perfetta sincronia direttiva, riuscirà a sbarazzarsi delle macchina insanguinata (e del cadavere giacente in essa).
Questa è la sceneggiatura dell'episodio: "La situazione di Bonnie", diventata estremamente famosa nell'altrettanto famoso film di Quentin Tarantino "Pulp Fiction", campione d'incassi ai tempi e sicuramente uno dei film più iconici degli anni '90.
Nell'episodio in questione, dove il Sig. Wolf si sbarazza del problema di Jules e Vincent, c'è un particolare che dovrebbe far riflettere: il tempo.
Difatti, in un'epica scena, il Sig. Wolf apostrofa un riottoso Vincent con la celebre frase: "Sono brusco con voi perché il tempo è a sfavore".
Ecco, in una crisi d'impresa, il tempo è esattamente come lo descrive il Sig. Wolf: a sfavore, sempre.
Ecco perché agire velocemente, coordinando gli sforzi in maniera sincronizzata tra attori a cui sono stati dati compiti precisi, da svolgere in tempi stretti e precisi, è spesso la chiave di volta per 'sbarazzarsi del corpo senza testa', e far tornare la situazione aziendale alla normalità.
Ah, c'è anche un altro insegnamento che possiamo trarre da "La situazione di Bonnie": quando si è davvero nei guai, è sempre imperativo chiamare un professionista.
Ma la crisi potrebbe anche essere un’opportunità, se ben gestita

Il modello in cinque punti di Ian Mitroff, oltre che essere un valido schema utile per analizzare, affrontare e prevenire (ove possibile) le crisi, ci indica comunque un fattore collaterale che, spesso, durante l’urgenza operativa non è analizzato: l’opportunità.
Difatti se le crisi, tutte nessuna esclusa, comportano comunque un cambiamento, lieve o severo che si voglia, dell’attività d’impresa, questo cambiamento potrebbe anche essere una leva positiva per lo sviluppo dell’azienda, e non necessariamente sempre e solo una disgrazia.
Ad esempio, osservando con attenzione il quinto punto dello schema di Mitroff, l’analisi di ciò che è stata una crisi e di quello che ha comportato per l’azienda potrebbe essere un ottimo spunto per il miglioramento delle performance nel futuro, magari proprio di quelle che hanno generato il problema originario.
Sempre tornando al nostro esempio dello studio odontoiatrico che ha speso troppo in macchinari a fronte di un mercato ormai saturo, una buona opportunità che il titolare dello studio potrebbe trarre dalla crisi passata è quella che porta alle conclusioni razionali di:
- Evitare di fare ‘il passo più lungo della gamba’, specie quando non si hanno dati di marketing informativo certi sul mercato di riferimento;
- Evitare investimenti con impegno dei capitali su tempistiche molto lunghe, specie in un settore di mercato saturo e in flessione;
- Evitare di snobbare l’informativa sanitaria e la comunicazione idonea sui servizi dello studio, facendosi forza solo sul consolidato ‘passa parola’ (che potrebbe anche non essere più così efficace in un tempo ormai totalmente digitalizzato);
- Evitare di ripagare capitali in conto terzi (finanziamenti e leasing) solo con un’ASA (Area Strategica d’Affari), senza un’altra ASA di backup
Il più delle volte e se ben gestite, le crisi possono tramutarsi in opportunità, ma è necessario che l’azienda che ha sperimentato la crisi abbia davvero imparato dalla lezione.
E questo solitamente succede affidando l’analisi finale non solo alla dirigenza dello studio, ma a professionisti specializzati in Crisis Management, in grado di analizzare ogni piccolo dettaglio (anche se ritenuto insignificante, o secondario): proprio dentro ai piccoli dettagli, difatti, a volte si nasconde la chiave per capire un sistema più complesso, com’è quello della crisi d’impresa.
In caso di crisi del tuo studio medico, noi siamo qui per te: chiamaci

Il Dott. Giorgio Fiorini è uno specialista delle crisi d’impresa degli studi medici ed odontoiatrici, ed è la nostra figura di riferimento che può aiutarti nel caso il tuo studio abbia problemi che stanno causando una difficoltà soggettiva che mina il regolare svolgimento dell’attività sanitaria.
Gran parte del percorso accademico e professionale del Dott. Fiorini si è incentrato proprio sul Crisis Management e sulla focalizzazione nel Turnaround Management, cioè il processo strategico di risanamento necessario per invertire la crisi d’impresa e ripristinare la normale attività dello studio medico, garantendone non solo la sostenibilità finanziaria, ma anche il regolare flusso economico.
Grazie alla nostra esperienza in consulenza d’impresa esclusivamente proiettata alle aziende sanitarie (studi medici, poliambulatori, cliniche e studi dentistici) potrai avvalerti di competenze di alto livello, in grado di identificare l’origine della crisi della tua attività e approntare efficaci piani di contenimento e turnaround, necessari per superare le difficoltà e far proseguire il tuo business, con un ritorno alla normale quotidianità operativa.
Tornare alla normalità dopo una crisi, anche pesante, del tuo studio medico è possibile, ma essa necessita di mirata analisi operativa e gestione professionale del contenimento e del recovery: tutte cose che, ovviamente, non devi fare tu, ma che devi demandare a professionisti competenti, con anni d’esperienza già acquisita.
Se il tuo studio medico o dentistico sta andando male, c’è sempre un motivo razionale e c’è sempre una causa (o più cause) che stanno creando un’anomalia dei servizi sanitari che offri: perché non ce ne parli?
La nostra consulenza in crisi d’impresa non è generalista: è pensata proprio per te e per il tuo studio medico.


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E sono tutte strategie legali e deontologiche.
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Lavoriamo, sin dal 2006, esclusivamente con studi medici, con poliambulatori, con studi dentistici e strutture sanitarie.
Ci occupiamo sia della parte di marketing e comunicazione che della parte economica: non ci limitiamo all’analisi superficiale delle ‘crisi dei pazienti’, né tentiamo soluzioni (costose e spesso incerte) per darti subito risultati immediati che speri di ottenere.
No, noi non lavoriamo così: noi operiamo secondo i buoni principi delle Scienze Economiche, e adattiamo ogni nostra strategia al caso in esame.
Perché sappiamo bene che ogni crisi d’impresa è differente, ed ogni crisi di uno studio medico necessità di analisi precisa della condizione, non solo operativa dello studio, ma anche del suo contesto settoriale.
Come tu, da Medico, hai l’obiettivo di andare, ove possibile, alla radice della patologia e non fermarti alla sua sintomatologia, così noi agiamo tentando di capire l’origine della crisi che sta mettendo in pericolo il tuo studio o poliambulatorio.
Questo prevede una rigorosa analisi del macro e del micro-ambiente, valutando opportunamente i punti di forza, di debolezza, il settore esterno delle opportunità e delle minacce, nel tentativo di ricostruire la cronistoria della tua attività quel tanto che basta per raggiungere la radice del problema che sta generando la crisi.
Ecco perché dobbiamo parlare con te, vogliamo parlare con te: perché tu conosci bene il tuo studio, ed è dunque a te che, per primi, dobbiamo rivolgerci per partire con la nostra analisi.
FAQ (domande frequenti)
Si manifesta quando si verifica una condizione anomala rispetto alla normale operatività dello studio, che mina la sostenibilità finanziaria e il regolare flusso economico.
Può essere causata da molteplici fattori, sia interni che esterni, e richiede un'analisi accurata per identificarne l'origine e approntare efficaci piani di contenimento.
Se ben gestita, anche una crisi pesante può essere superata con il giusto supporto professionale e strategie mirate, ma il tempo d'azione è sempre cruciale per ottenere il contenimento dell'emergenza ed un ritorno rapido alla normale operatività.
Tra le più comuni troviamo ad esempio investimenti eccessivi in macchinari senza adeguata analisi del mercato di riferimento.
Un mercato saturo o in flessione può compromettere la capacità di ripagare capitali in conto terzi come finanziamenti e leasing.
La mancanza di strategie di comunicazione efficaci e l'affidarsi esclusivamente al passa parola tradizionale in un'epoca digitalizzata è un'ulteriore causa di crisi, che spesso anzi si rivela la più statisticamente rilevante specie in studi gestiti ancora a livello familiare.
L'assenza di aree strategiche d'affari di backup per garantire flussi economici alternativi è infine una causa comune negli studi iper-specializzati, che si trovano a competere in ASA (Aree Strategiche d'Affari) molto inflazionate.
Ogni crisi ha dunque sempre un motivo razionale e una o più cause che creano anomalie nei servizi sanitari offerti.
L'analisi accurata di ciò che è stata una crisi e delle sue conseguenze può essere un ottimo spunto per il miglioramento delle performance future.
Attraverso l'esame dei fattori che hanno generato il problema originario, è possibile trarre conclusioni razionali per evitare errori simili.
È fondamentale che l'azienda, a crisi superata, impari davvero dalla lezione, affidando l'analisi finale a professionisti specializzati in Crisis Management.
Proprio nei piccoli dettagli infatti spesso si nasconde la chiave per comprendere il sistema complesso della crisi d'impresa.
Ha l'obiettivo di ripristinare la normale attività dello studio medico, garantendo non solo la sostenibilità finanziaria ma anche il regolare flusso economico.
Si basa su un'analisi rigorosa del macro e micro-ambiente, valutando punti di forza, debolezza, opportunità e minacce.
Prevede la ricostruzione della cronistoria dell'attività per raggiungere la radice del problema che sta generando la crisi.
Richiede competenze specialistiche e un approccio metodico secondo i principi delle Scienze Economiche.
Bisognerebbe evitare, ove possibile, investimenti con impegno dei capitali su tempistiche molto lunghe, specie in un settore di mercato saturo e in flessione (come ad esempio quello dell'Implantologia).
Non si dovrebbe poi mai snobbare l'informativa sanitaria e la comunicazione idonea sui servizi dello studio, facendosi forza solo sul consolidato passa parola.
È altresì importante non ripagare capitali in conto terzi solo con un'ASA (Area Strategica d'Affari), senza un'altra ASA di backup.
La pianificazione attenta e l'analisi preventiva del mercato sono essenziali per la sostenibilità dello studio, e fanno parte delle buone linee guida di prevenzione delle crisi.
Proprio nei piccoli dettagli spesso si nasconde la chiave per capire un sistema complesso come quello della crisi d'impresa.
La consulenza specializzata per studi medici non è generalista ma pensata specificamente per le aziende sanitarie, che hanno regole, utenze e tempi di erogazione dei servizi differenti rispetto ad altre attività.
Se eseguito da professionisti preparati, il Crisis Management permette di identificare con precisione l'origine della crisi e approntare efficaci piani di contenimento e turnaround.
L'esperienza acquisita negli anni consente al professionista di gestire adeguatamente il contenimento e il Recovery della crisi, con competenze che non devono essere svolte dal Medico, ma che devono essere decise su dati oggettivi e razionali.
Generalmente, si effettua dapprima una rigorosa analisi del macro e micro-ambiente, valutando i punti di forza e debolezza dello studio.
Viene esaminato il settore esterno delle opportunità e delle minacce per comprendere il contesto settoriale, e si ricostruisce la cronistoria dell'attività per raggiungere la radice del problema che sta generando la crisi.
È fondamentale il dialogo con il Medico titolare, che conosce bene il proprio studio ed è il punto di partenza dell'analisi.
L'approccio è simile a quello medico: si cerca di andare alla radice della patologia, non fermandosi alla sintomatologia.
Non si limita all'analisi superficiale delle crisi dei pazienti né tenta soluzioni immediate, costose e incerte.
Opera secondo i buoni principi delle Scienze Economiche e della gestione delle crisi propria del Crisis Management, adattando ogni strategia al caso specifico, poiché ogni crisi d'impresa è differente e necessita di analisi precisa della condizione operativa dello studio e del suo contesto settoriale.
La consulenza per il Crisis Management sanitario è rivolta esclusivamente ad aziende sanitarie come studi medici, poliambulatori, cliniche e studi dentistici, e fornisce competenze di alto livello acquisite attraverso anni di esperienza specifica nel settore sanitario.
Permette di scoprire esattamente cosa vogliono i possibili pazienti, rappresentando dunque un'arma strategica per il successo nel mercato.
Il marketing informativo digitale fornisce dunque tanti dati reali e attendibili per migliorare le performance dello studio medico attraverso strategie legali e deontologiche.
Il processo di Recovery richiede però una mirata analisi operativa e gestione professionale del contenimento e del recupero.
È necessario affidarsi a professionisti competenti con anni di esperienza già acquisita, piuttosto che tentare di gestire tutto autonomamente, poiché spesso il Medico o il Direttore Generale della struttura sanitaria non hanno le competenze necessarie in fatto di gestione e comunicazione in uno stato di crisi.
Ogni crisi ha sempre un motivo razionale e una causa che crea anomalie nei servizi sanitari offerti: con il giusto supporto specialistico è possibile invertire la crisi, ripristinare la normale attività e garantire la sostenibilità finanziaria e il regolare flusso economico dello studio.
Il dott. Giorgio Fiorini è il fondatore di Promozione Medica, l'agenzia pubblicitaria con sede a Milano che si occupa esclusivamente del marketing sanitario per Medici Chirurghi ed Odontoiatri.
Diplomato Accademico in Arti Visive presso l'Accademia di Belle Arti di Roma (comparto dell'Alta Formazione Artistica e Musicale, tra le eccellenze europee e tra le istituzioni accademiche più antiche in Italia e nel mondo), si è perfezionato in Marketing Sanitario già dal 2006, anno in cui anche in Italia è stata permessa la comunicazione sanitaria.
Ha da sempre avuto grande passione per la comunicazione, l'arte e la scienza, (due facce della stessa, identica medaglia) in particolar modo per la Medicina e l'informazione automatica.
In Promozione Medica, è l'esperto di Crisis Management, Search Engine Optimization, Persuasive Copywriting, Lead Generation, funneling e Search Engine Advertising.
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Formazione Accademica Continua, per un Lifelong Learning di qualità

Qui a Promozione Medica i titoli contano, ma non per un vezzo fine a sé stesso: perché li consideriamo importanti, parte del nostro continuo percorso di crescita, segno tangibile che c'impegnamo sempre per migliorarci, con la formazione accademica d'eccellenza.
Crediamo molto nel concetto di Lifelong Learning, e pensiamo che la continua formazione di livello terziario sia imprescindibile, specie in un settore, come quello della comunicazione sanitaria, spesso popolato da attori che non possono dimostrare nessun percorso accademico serio di formazione e ricerca.
Ecco perché il dott. Giorgio Fiorini, con tutti i suoi collaboratori, proprio nel concetto di 'formazione continua', impone (e si impone) il costante aggiornamento accademico, con un titolo specialistico conseguito ogni tre anni, proclamato solo da Università e istituti AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale) regolarmente riconosciuti dal MUR.
I Diplomi di Master, sia di I che di II livello, interenti ovviamente alla comunicazione, al marketing, al management e alla sanità (i settori in cui opera Promozione Medica), conseguiti dopo il giusto percorso di studi, sono una dimostrazione importante per i nostri clienti: significa che vogliamo sempre migliorarci, per distribuire informativa sanitaria di alto livello, riconosciuta a livello internazionale.
Una garanzia di qualità, di serietà, di impegno che possiamo dimostrare sempre, a garanzia del nostro operato.
Ci aggiorniamo sempre, per darti il miglior servizio possibile
Le Certificazioni Google ti assicurano che siamo costantemente formati, anno dopo anno, e che ci teniamo sempre aggiornati sui servizi che ti offriamo.
Storie di grandi professionisti della Medicina, che abbiamo costruito assieme
Anche in un mercato ormai molto inflazionato, dove tutti sono in perenne competizione per prendersi l'ultimo cliente, noi abbiamo una nostra etica professionale ben precisa: lavoriamo solo con i migliori.
Perché la Medicità e la sanità sono parti di scienza che dovrebbero essere trattate solo dai migliori.
Siamo quindi orgogliosi di curare e gestire l'immagine professionale di Medici di indiscussa professionalità e competenza, che abbiamo avuto il piacere di guidare verso la necessaria transizione al digitale, o per cui abbiamo svolto tutte le pratiche del Marketing Sanitario utili a migliorare la loro presenza sul mercato, la loro produzione sanitaria e, in generale, a migliorare l'apporto alla loro pazientela.
Perché il nostro fine ultimo è proprio questo: aiutare la Medicina ad aiutare i pazienti, passando proprio per il supporto totale ai Medici, agli studi medici, agli studi odontoiatrici e ai poliambulatori.
Qui c'è un portfolio dei casi più rappresentativi, che abbiamo trattato e risolto con particolare soddisfazione.
Quindi ricorda che...
- La crisi d'impresa in uno studio medico è una situazione di difficoltà che compromette il regolare svolgimento dell'attività sanitaria e la sostenibilità finanziaria;
- Le cause principali includono investimenti eccessivi in macchinari senza adeguata analisi di mercato, mercati saturi e la mancanza di strategie di comunicazione efficaci, l'iper-specializzazione in mercati ormai saturi e maturi, un certo lassismo nell'utilizzo delle strategie moderne di marketing sanitario;
- Le crisi d'azienda possono avere origini patrimoniali, economiche o finanziarie, e trovare l'origine del problema che ha scatenato la crisi è imperativo per porre in essere i giusti elementi di contenimento e di Recovery;
- Affidarsi esclusivamente al passa parola tradizionale in un'epoca digitalizzata è una causa frequente di crisi, specialmente negli studi gestiti a livello familiare;
- L'assenza di aree strategiche d'affari di backup (ASA) è un fattore critico negli studi iper-specializzati che competono in settori inflazionati, come ad esempio l'Implantologia, la Chirurgia Plastica o l'Ortodonzia;
- Il Turnaround Management è il processo strategico di risanamento che inverte la crisi attraverso un'analisi rigorosa del macro e micro-ambiente dello studio;
- È fondamentale evitare il passo più lungo della gamba con investimenti su tempistiche molto lunghe in settori di mercato saturi come l'Implantologia;
- Una crisi ben gestita può trasformarsi in opportunità di miglioramento attraverso l'analisi accurata dei fattori che hanno generato il problema;
- Il digital marketing informativo offre strumenti di analisi dati strategici grazie al machine learning e ai Big Data, e permette di comprendere le reali esigenze dei pazienti;
- La consulenza specializzata per studi medici si differenzia da quella generalista operando secondo i principi delle Scienze Economiche e del Crisis Management;
- L'analisi della crisi richiede la ricostruzione della cronistoria dell'attività per raggiungere la radice del problema, non limitandosi ai sintomi;
- Anche se gli effetti finanziari di una crisi sono quelli immediatamente evidenti, non ci si dovrebbe soffermare solo a questi ultimi nell'analisi delle cause originarie del dissesto, poiché la carenza di flussi finanziari adeguati è quasi sempre una conseguenza di problemi patrimoniali o economici;
- È essenziale rivolgersi a professionisti specializzati in Crisis Management che analizzano ogni dettaglio, poiché proprio nei piccoli particolari si nasconde l'origine della crisi;
- Il tempo d'azione è cruciale per ottenere il contenimento dell'emergenza e un ritorno rapido alla normale operatività dello studio: più passa tempo senza interventi di contenimento diretti, e più la crisi fa danni alla tua attività;
- La pianificazione attenta e l'analisi preventiva del mercato sono essenziali per evitare crisi basate sul patrimonio e garantire la sostenibilità;
- Molte crisi che si tramutano in colpi devastanti all'attività di uno studio medico partono da piccoli segnali e piccoli problemi trascurati che, nel tempo, s'ingigantiscono sino a divenire un ciclone inarrestabile;
- Nello stato di crisi di uno studio medico o di un'attività sanitaria, si dovrebbe consentire la comunicazione con pazientela, fornitori e stakeholder esclusivamente tramite portavoce autorizzati dalla direzione (e meno ce ne sono, meglio è);
- Con il giusto supporto professionale è possibile tornare alla normalità dopo una crisi pesante, ripristinando la sostenibilità finanziaria e il flusso economico;
- Approntare dei vademecum e dei piani operativi da mettere in atto all'inizio di ogni crisi è un buon modo per il contenimento della stessa, che dovrebbe però essere progettato in condizioni di normalità, e non d'urgenza;
- Durante la crisi del tuo studio medico, non puoi e non devi fare tutto da solo: il non chiedere aiuto specializzato è un costo grande, che ti costa generalmente molto di più di un professionista esperto di Crisis Management;
- Il punto di turnaround è, nel Crisis Mangament, quando si è individuato il problema originario della crisi, e si sono messe in atto le contromisure necessarie ad invertire la situazione e a recuperare dunque la normalità aziendale;
- La consulenza per il Crisis Management sanitario è rivolta esclusivamente ad aziende sanitarie e fornisce competenze acquisite attraverso anni di esperienza specifica nel settore
Portiamo numeri, non chiacchiere
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Articoli generati da un'AI? No, grazie
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Le informazioni sono date secondo i principi di scienza e coscienza, con fonti certe, verificate ed attendibili, senza ausilio di algoritmi generativi.
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E c'è di più: non utilizziamo e non utilizzeremo mai nessuna AI per 'generare' qualsiasi nostro contenuto sanitario.
Il motivo è semplice: noi creiamo informazione sanitaria attendibile e verificabile, e non copiamo ed incolliamo lavoro fatto da altri (che non possiamo verificare, e di cui ignoriamo la qualità).
Gli articoli generati dalle AI odierne sono spesso inattendibili, sono troppo generici o troppo prolissi, che copiano, attraverso il data scraping, lavoro già eseguito da altri.
Noi lavoriamo diversamente: nessun nostro prodotto, su qualsiasi media, sarà mai generato da un'AI, ma sarà sempre il frutto (verificabile) del nostro impegno.
Vuoi un aiuto rapido? Chiedi al Dr. AMO!
Il Dr. AMO (che sta per Assistente Medico Odontoiatrico) è il software di AI integrato in questo sito, ed è stato programmato da Giorgio Fiorini per esserti utile e funzionale.
È stato programmato da Medici, tecnici informatici e informatori sanitari con l'obiettivo di aiutarti a trovare le informazioni che stai cercando per il tuo studio medico, in maniera rapida e veloce.
Il Dr. AMO ti può fornire aiuto e supporto in ogni momento, e può aiutarti a trovare rapidamente le risposte alle tue domande, nonché può aiutarti a prenotare un primo contatto con noi.
Dr. AMO può trovare agevolmente informazioni legali sulla tua attività medica, su ciò che puoi o non puoi fare in materia pubblicitaria, sui tuoi obblighi deontologici e su come il marketing e la promozione possono aiutarti ad incrementare notevolmente la pazientela del tuo studio.
Dr. AMO ha altresì integrato un ampio database medico su molti argomenti specifici della Medicina, come ad esempio la Chirurgia Plastica e l'Odontoiatria, che puoi consultare in ogni momento e che può esserti utile per la tua professione.
Tutte le informazioni che ti da il Dr. AMO provengono da un database originale di contenuti medici e sanitari, verificato da un Medico regolarmente abilitato alla professione, e l'AI è stata addestrata con la direttiva principale di proteggere in primis la vita e la salute dei pazienti, aiutandoti a trovare tutto il supporto necessario per la tua attività sanitaria.
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