Perché c’è così tanta inflazione di Medici Estetici?
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Tutte le informazioni sanitarie che stai per leggere sono state scritte da informatori sanitari professionisti, e revisionate da Medici regolarmente abilitati alla professione.
- La Chirurgia Plastica e la Medicina Estetica in Italia: un mercato grigio e non normato
- Un Paese anziano, che ricorre massicciamente ai trattamenti estetici?
- Un Paese ossessionato da moda ed apparire?
- Gli italiani s’indebitano volentieri pur di avere un aspetto considerato ‘accettabile’?
- Grande concorrenza, promozione necessaria
- Se non ci sei, ti costerà di più. Molto di più
- Vuoi aumentare il numero dei tuoi pazienti? Devi rivolgerti ai professionisti
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Negli ultimi anni, la Chirurgia Estetica è diventato uno dei business principali di tutto il settore sanitario italiano.
Solo nel 2019, nel nostro Paese si sono effettuate oltre 1.000.000 di pratiche di Medicina estetica od interventi chirurgici, con un trend in ascesa costante da almeno 10 anni.
Per numero totale di interventi, l’Italia si posiziona ormai al 5° posto in tutto il mondo: una richiesta forte, che non sembra conoscere i limiti imposti da decenni di dure crisi economiche e un potere d’acquisto medio che si è via via andato ad erodere da fine anni ’90 in poi.
Tutta questa richiesta genera un mercato miliardario, con circa 1.600 Medici o Chirurghi professionisti che operano in regime di forte domanda sì, ma anche di fortissima concorrenza.
Come ogni settore di mercato che è guidato dalla domanda, si è assistito quindi, e anche in breve tempo, ad una rapida inflazione dell’offerta.
Leggi questa pagina per capire le motivazioni reali del perché esistono così tanti Medici Estetici in Italia, e scoprire le vere ragioni di uno dei mercati col più alto numero di procedure di Medicina estetica del mondo.


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La Chirurgia Plastica e la Medicina Estetica in Italia: un mercato grigio e non normato

Per quanto assurdo possa sembrare, in Italia la Medicina Estetica e la Chirurgia Plastica sono legalmente considerati settori della Medicina e Chirurgia generale.
Un obsoleto impianto normativo, infatti, non riconosce universalmente la specializzazione di ‘Chirurgia Plastica’ o ‘Medicina Estetica’, al contrario invece di quel che accade con pressoché tutte le altre specialità della Medicina.
Questo impedisce alle Università di costituire vere e proprie Scuole di Chirurgia Plastica e Medicina Estetica, rendendo quindi impossibile l’emissione di regolari Diplomi di specializzazione.
Per ovviare a ciò, molte Università si sono ingegnate con corsi di specializzazione in Chirurgia Plastica, Medicina Estetica e Ricostruttiva (che rilasciano semplici attestati, differenti dai Diplomi), oppure master privati.
Ma si parla sempre di attestati di natura privata, ben differenti da un Diploma con valore legale rilasciato a nome della Repubblica Italiana.
Quest’area grigia normativa rende essenzialmente libero l’accesso alla Chirurgia Plastica e alla Medicina Estetica a qualsiasi Medico in regolare possesso della Laurea in Medicina e Chirurgia ed abilitato all'esercizio della professione.
Sebbene, in realtà, per esercitare la professione ci sia bisogno di una grande esperienza (derivata da anni di studio e perfezionamento), e che è palese che qualsiasi Chirurgo Plastico, anche se non legalmente obbligato, deve comunque aver frequentato un qualche genere di Corso o Master specialistico, il vuoto normativo italiano ha creato - e continua a creare - delle storture nel mercato.
Non è infatti raro che alcuni Medici, forti del loro possesso di regolare Laurea in Medicina e Chirurgia che li autorizza per legge anche alle pratiche di Medicina Estetica, operino come veri e propri Medici Estetici, anche con una formazione grossolana ed approssimativa.
Diciamo questo per esperienza diretta.
Nella nostra attività professionale, nel passato siamo stati contattati anche da Medici che, oggettivamente, con l’attività di Medicina Estetica c’entravano davvero poco, e che palesemente volevano ‘buttarsi’ nel mercato attirati solamente dai grandi guadagni prospettati.
Per nostra etica professionale, noi non accettiamo lavorazioni che vanno in contrasto con la nostra deontologia, ma tali casi comunque esistono, e sicuramente saranno stati trattati da altre agenzie, meno deontologiche di noi.
Questo stato normativo, in Italia, unito alla crescente richiesta del mercato, ha creato, nel corso degli ultimi due decenni, una situazione di confusione, soprattutto per i pazienti.
L’inflazione del mercato, con tale facilità d’accesso alla professione di Medico Estetico o Chirurgo Plastico, completa poi lo scenario che da un quadro chiaro del settore: tantissima richiesta, tantissimi attori in gioco, tantissimi soldi che si muovono.
La Medicina Estetica, in ottica del marketing, è vista come un prodotto appartenente all'area dei servizi sanitari, a sua volta compresa nel vasto mercato dei servizi alla persona.
Più specificatamente, la Medicina Estetica può essere vista come un'ASA (Area Strategica d'Affari) particolare della Medicina, dove l'importanza del self è primaria rispetto ad altre specialistiche.
Nel marketing, il self è inteso come il sé (differente dall'io freudiano), cioè come noi stessi ci vediamo, pensiamo di vederci, vorremmo vederci, pensiamo che ci vedano gli altri o vorremmo essere visti dagli altri.
Spesso, fermo restando il sacrosanto diritto di tutti di poter cambiare e migliorare il proprio aspetto fisico, chi ricorre alla Medicina Estetica è un paziente in cui si è creata una frattura, più o meno grande, tra il suo actual self, cioè come il paziente stesso si vede, e l'ideal self, cioè come vorrebbe essere visto.
Con l'avvento dei social network e dell'uso massiccio del visual storytelling, l'ideal self è divenuto un tormento per molti utenti, poiché spesso vengono proposte storie e situazioni costruite a tavolino esclusivamente per aumentare l'engagement, del tutto irrealistiche ma che spingono a riflessioni tumultuose su come noi stessi possiamo apparire agli altri (social self).
Non è un caso che molte giovani donne, anche se del tutto piacenti e senza particolari difetti visivi, proprio per l'uso massiccio dei social sviluppano una forte frattura tra actual self e ideal self, che le porta sovente a consumare massicciamente prodotti di Medicina Estetica, seppur non ve ne sia un bisogno concreto.
Un Paese anziano, che ricorre massicciamente ai trattamenti estetici?

Degli oltre un milione di interventi Medici e chirurgici che, mediamente, sono effettuati ogni anno in Italia, salta subito all’occhio che gran parte di essi, oltre il 70% sono trattamenti puramente estetici, e non ricostruttivi.
Esiste anche una sostanziale differenza tra trattamenti Medici ed interventi prettamente chirurgici: difatti i primi incidono per il 60% dei trattamenti totali, con le procedure di tipo iniettabile (come l’acido ialuronico o la tossina botulinica) a guidare la classifica.
È un mercato essenzialmente trainato dalla popolazione femminile: l’87,4% di tutti gli interventi, sia Medici che chirurgici, è infatti richiesto e somministrato alle donne, sebbene anche per gli uomini l’interesse nei trattamenti sia in costante ascesa.
Questi numeri fanno stimare che, al 2020, almeno il 9% della popolazione italiana abbia già fatto accesso ad almeno un trattamento estetico nel corso della sua vita.
È una stima impressionante, che lascia intuire un giro di denaro altrettanto impressionante.
Il tutto fa ragionare anche sulla relazione che c’è con l’età media della popolazione e l’effettivo ricorso ai trattamenti estetici.
Un nesso non casuale, visto che c’è una precisa relazione con aumento dell’aspettativa di vita e ricorso ai trattamenti Medici (in generale, e non solo quelli estetici).
Al 2021, la fascia più corposa della popolazione è quella che abbraccia tutto il periodo dell’età adulta, quindi il settore che va dai 35 anni in su: esso comprende il 52% circa della popolazione, con il sesso femminile in percentuale maggioritaria (circa il 51% del totale).
Questi dati, al momento, sono ritenuti stabilizzati, ma il prospetto per i prossimi trent’anni non appare roseo.
Difatti, il continuo calo delle nascite e la media di figli per donna (1,27) collocano l’Italia al 174° posto nel mondo su 195 paesi.
Un dato giudicato insufficiente per garantire la prosecuzione della popolazione autoctona, e che già comincia a manifestare i suoi effetti sulla società in cui viviamo ora.
C’è una precisa relazione tra naturale invecchiamento ed accesso ai trattamenti estetici: più si alza l’età del soggetto, e più esso sarà portato a prendere in considerazione l’idea di porre rimedio al naturale invecchiamento fisiologico.
Molti interventi estetici, difatti, hanno alte età medie di accesso, sebbene la tendenza degli ultimi periodi stia creando delle situazioni uniche ma rilevanti, con pazienti che decidono di sottoporsi a trattamenti estetici anche in giovane età.
La statistica del mercato estetico è comunque ancora dettata, in larga misura, dalle pazienti di sesso femminile, over 35.
Sono loro che guidano molti settori della Chirurgia Plastica, a cominciare dalla mastoplastica additiva, l’intervento chirurgico estetico primo in tutto il mondo.
In Italia, la popolazione femminile over 35 rappresenta la maggioranza assoluta della popolazione, e secondo sondaggi periodici, sembra che la maggioranza delle donne over 35 sia naturalmente propensa all’uso della Medicina estetica per combattere i naturali segni dell’invecchiamento.
Sondaggi che, numeri d’interventi alla mano, trovano dunque conferma, e generano il grosso del mercato estetico.
Una nota a margine: sebbene l’Italia abbia uno dei tassi di natalità più bassi di tutto il mondo (non solo quello occidentale), ha però un enorme peso complessivo sulla Medicina estetica in generale: qui da noi infatti tutto il mercato, sia Medico che chirurgico, vale il 4,1% del mercato complessivo globale.
Un Paese ossessionato da moda ed apparire?

Sin dal XI secolo, l’Italia è uno dei colossi al mondo per quanto riguarda la moda e l’apparire in generale.
Anche ben prima dell’unità del Paese, i centri nevralgici dei prodotti di lusso, cosmetici ed abbigliamento in primis, erano le grandi città italiane come Roma, Milano, Venezia, Napoli e Firenze.
Il ‘senso della bellezza’ e l’importanza estrema data dall’apparire sono ramificati indissolubilmente nella popolazione italiana, e anche in chi, non essendo italiano di nascita, è immigrato nel Paese e si è integrato con la società italiana.
Non è un caso che proprio in Italia che, durante il Rinascimento, si misero a punto i primi protocolli per la ricostruzione del naso, per mezzo del lavoro pionieristico del Chirurgo bolognese Gaspare Tagliacozzi, tutt’ora valido ed utilizzato.
Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale in poi, l’industria della moda italiana diventa una colonna portante di tutta l’economia nazionale, e Milano diviene uno dei quattro poli stilistici del mondo (con Londra, New York e Parigi).
L’interesse per l’apparire e la costante urgenza della ‘bella figura’ che è intrinseco nella cultura italiana sono connotazioni antropologiche del nostro Paese che resistono a mutamenti sociali e crisi economiche.
Anche nei periodi di forti sconvolgimenti economici, difatti (come quello conseguente al crack della Lehman Brothers del 2008, a cui fece seguito una crisi del credito mondiale), il mercato della Medicina estetica non ha mai risentito dell’andamento complessivo.
Anzi, proprio in forti periodi di crisi, come quello che va dal 2011 al 2014, il mercato ha fatto sempre segnare aumenti percentuali positivi, anno dopo anno.
La liposuzione è l’intervento di Chirurgia Plastica più richiesto, con oltre 40.000 interventi ogni anno.
Segue poi la mastoplastica additiva (circa 33.000 interventi l’anno) e la blefaroplastica (32.000 interventi l’anno), con quest’ultima in grandissima ascesa e picchi record di aumento percentuale.
Tale mole di pazienti, imponente soprattutto se proporzionata alla popolazione ‘in target’ (dalla quale, ovviamente, vanno esclusi infanti, bambini e ragazzi sotto i 16 anni), lascia supporre che ci sia una precisa correlazione tra considerazione della propria estetica ed importanza della stessa ai fini sociali e accesso reale e fattivo agli interventi correttivi, Medici o chirurgici che siano.
A riprova di ciò, non è un caso che, con l’avvento dei social network di condivisione rapida delle fotografie, unito al bassissimo costo di accesso a potenti smartphone con ottime ottiche, si sia anche incrementato il numero di pazienti under 18 interessati alla Medicina estetica.
Non per motivi tangibili e di reale importanza (come ad esempio ricostruzioni in seguito a malformazioni congenite od incidenti), ma come mero vezzo estetico.
Difatti, l’uso smodato di foto filtrate, quindi artefatte, e l’ossessione perenne di molti soggetti nel cercare l’approvazione sociale per mezzo di like e commenti, sta portando ad un fenomeno del tutto nuovo: una sorta di ‘dipendenza estetica’ che fa sovradimensionare i comuni difetti fisici (assolutamente non patologici, e parte fondamentale di ognuno di noi), portando alla volontà di 'correggerli', anche in pazienti di età molto giovane.
Un problema questo che sta assumendo sempre più rilevanza, e che porta con sé anche grossi problemi di etica e deontologia professionale da parte dei Medici e dei Chirurghi che si occupano dell’estetica.
Nel marketing della Medicina Estetica, vi è una categoria di consumatori nota, profilata ormai da molti anni che, nonostante l'ormai massiccia informazione sanitaria disponibile pressoché ovunque, non accenna a diminuire: si tratta del paziente, quasi sempre donna, che accede compulsivamente ai trattamenti di Medicina Estetica, al punto da venirne non solo sopraffatta, ma spesso purtroppo deformata esteticamente.
Si tratta di un disturbo della personalità noto in Psichiatria, conosciuto come Disturbo da Dismorfismo Corporeo (BDD - Body Dysmorphic Disorder) e inquadrato sotto la vasta categoria dei disturbi ossessivi-compulsivi.
Nel marketing, tale profilo del consumatore è invece segmentato nell'ampia platea degli acquisti compulsivi, cioè acquisti ripetuti sistematicamente e irrazionalmente nel tempo, atti non tanto a colmare un bisogno reale (bene o prodotto che sia), quanto a tentare di lenire una frattura emotiva interna, conscia o (ancor più spesso) inconscia.
Nel caso dei trattamenti estetici, che agiscono fisicamente sul corpo del paziente con l'intento di migliorarne e/o modificarne l'aspetto, il soggetto affetto dal disturbo ossessivo-compulsivo è spesso un paziente donna, fragile, con poche o nulle reti sociali amicali vere e valide, spesso con un lavoro che non gradisce, o in cui si sente comunque ingabbiata, con una famiglia assente oppure problematica, ma che è comunque impossibilitata a lasciare, per vari motivi.
In tale ottica, in cui è molto difficile 'cambiare vita', poiché il cambio comporterebbe un'enorme sforzo emotivo, economico, logistico, spesso infattibile, la paziente dunque inizia un processo compulsivo nel tentare di cambiare l'unica cosa su cui può davvero avere pieno controllo: il proprio corpo.
Gli acquisti compulsivi di trattamenti estetici, che dovrebbero sempre essere scoraggiati da parte del Medico, rientrano dunque nelle devianze del self, inteso come sé, che nel marketing indica come noi ci vediamo, come noi vorremmo vederci oppure come pensiamo che la società ci veda (o vorremmo ci vedesse).
Gli italiani s’indebitano volentieri pur di avere un aspetto considerato ‘accettabile’?

L’intero mercato mondiale della Medicina e Chirurgia estetica è valutato circa 17 miliardi l’anno, con percentuali crescita quasi in doppia cifra costante.
Di questa enorme quantità di denaro, l’Italia ne detiene circa il 4,1%, quindi nella sola penisola tutto il giro di fatturato ammonta a circa a 700 milioni di Euro ogni anno.
In tale mole complessiva di soldi rientrano ovviamente tutti gli svariati settori produttivi che permettono gli interventi estetici: dalle industrie farmacologiche ai distributori di apparecchiature e farmaci, sino ai Medici e ai loro assistenti.
Considerando che l’Italia è in recessione economica conclamata sin dalla metà degli anni ’90, e che ha subito una serie di mini e macro crisi continue, che hanno profondamente rivisto al ribasso la capacità di spesa della popolazione, il dato del mercato della Medicina estetica è impressionante.
Il calo del potere d’acquisto degli italiani, unito alla ormai incancrenita situazione del blocco degli aumenti degli stipendi, avrebbe dovuto, in teoria, causare un diretto calo della domanda di servizi considerati accessori, come appunto gli interventi estetici.
Ma così non è stato, anzi: il mercato è in continua espansione.
Ed i prezzi medi degli interventi, del resto, non sono scesi sensibilmente, se comparati con il tasso d’inflazione ufficiale: un intervento di mastoplastica additiva sul finire degli anni ’90 costava grossomodo come quello di ora (considerata la normale inflazione), ovviamente a parità di struttura ed equipe medica.
La spiegazione del fenomeno, solo apparentemente incoerente, è nella grande apertura che c’è stata, ad inizio anni 2000 in poi, riguardo al credito al consumo.
Un tempo un fenomeno molto limitato a specifici settori, onerosi (come ad esempio, il mutuo sulla prima casa o l’acquisto dell’autovettura), il credito non per investimenti ma per semplice spesa è diventato un fenomeno ricorrente e conclamato in Italia, con un giro di denaro miliardario ogni anno.
Impoveriti da un’erosione del potere d’acquisto senza precedenti, con gli aumenti stipendiali bloccati e slegati dall’aumento del costo della vita, molti italiani hanno giocoforza dovuto ricorrere alla leva del finanziamento non produttivo per continuare a mantenere lo stesso tenore di vita, precedente all’inizio della recessione del Paese.
I finanziamenti al consumo hanno riguardato qualsiasi tipo di prodotto, sia beni che servizi: i trattamenti estetici sono uno dei prodotti che, per l’alto costo medio di ogni erogazione, sono facilmente rientrati nella logica del credito.
Attualmente, si stima che oltre il 70% degli interventi estetici è erogato previo finanziamento: il prodotto sanitario quindi, da tipologia considerata ‘di lusso’ e solo appannaggio di una certa categoria sociale, è divenuta alla portata di ampie classi della popolazione, anche quelle meno abbienti.
Che utilizzano il credito al consumo per comperare sia trattamenti estetici che interventi chirurgici.
La richiesta di un finanziamento medio per scopi estetici si aggira attorno ai 3.000-5.000 Euro.
Una fascia di prezzo che copre comodamente quasi tutti gli interventi estetici e buona parte di quelli chirurgici.
Tale costo è spesso gravato però da alti tassi d’interesse (anche il 7 o l’8% annuo), che lo equiparano ad un vero e proprio prestito personale, di entità piccolo-media.
La facilità con cui spesso si erogavano questo tipo di prestiti, che ha assunto rilevanza mondiale in tutto il decennio degli anni 2000, ha contribuito in buona misura alla distorsione del mercato della Medicina e della Chirurgia estetica.
L’aumento perenne del numero di interventi, che ha ormai un andamento assodato e continuo da oltre un decennio, è quindi del tutto correlato non tanto al ‘benessere economico’ degli italiani, quanto alla loro possibilità di indebitarsi.
Grande concorrenza, promozione necessaria

Tutti questi numeri del mercato della Medicina e della Chirurgia estetica in Italia hanno portato, in meno di vent’anni, ad una saturazione pressoché totale del settore.
Finanziamenti agevolati, spesso elargiti con molta poca accuratezza finanziaria, una certa aggressività della comunicazione e una società che, grazie all’Internet, sente il costante dovere di pubblicare e condividere tutto ‘in diretta’ (aspetto compreso), hanno completato l’opera di saturazione.
Non è un caso che, negli ultimi vent’anni, il numero dei Medici praticanti interventi estetici è sostanzialmente triplicato.
E questo dovrebbe dare un’ulteriore spunto di riflessione sulla situazione generale che, in tanti sotto-settori specifici della Medicina estetica, spesso vede situazioni di vero e proprio ‘ingolfamento’, con una sovra-offerta di servizi che a volte spaventa lo stesso paziente.
Tale iper-concorrenza, come ogni settore di mercato, ha generato la necessità di promuovere l’attività con tutti gli strumenti che offre il marketing.
In Italia, fino al 2006, la promozione delle attività sanitarie era estremamente limitata, e in molti casi sostanzialmente proibita.
Con la Legge 248/2006 (conosciuta meglio come “Decreto Bersani”) e le successive integrazioni, il mercato della pubblicità è stato sostanzialmente liberalizzato.
I professionisti della Medicina Estetica hanno quindi potuto cominciare a promuovere la loro attività, ma ci si è accorti, praticamente da subito, che il costo promozionale non sarebbe stato contenuto.
Attualmente, circa il 70% di tutti gli investimenti miliardari in promozione e pubblicità sono dirottati nel settore chiamato ‘Below the Line’, ovverosia l’Internet.
Il perché di questa tendenza è facile da capire: perché, con i suoi circa 4 miliardi di utilizzatori giornalieri, l’Internet non è più ‘un media’, ma ‘IL’ media.
Il World Wide Web nello specifico, ossia uno dei servizi di Internet più utilizzati commercialmente sin dai suoi albori, è un canale privilegiato per la promozione: la sua natura decentrata, la facilità con cui ormai si possono costruire interi spazi personali, subito condivisibili, e l’enorme numero di pagine già prodotte, lo rendono davvero unico ed insostituibile.
L’avvento dei social network, avvenuto sul finire degli anni 2000 ed esploso con prepotenza negli anni ’10, è solo l’ennesimo tassello in un oceano costruito in anni ed anni di contenuti e condivisione.
Nel settore della Medicina Estetica e della Chirurgia Plastica, il costo della promozione è lievitato negli ultimi anni, parallelamente al numero di professionisti che ha deciso di accedere al mondo dell’Advertising Marketing.
Tanto per dare un’idea: su Google Ads, la maggiore piattaforma per gli annunci a pagamento di tutto il mondo, creata e gestita da Google, il costo medio di un click (CPC) per un annuncio attivato dalle parole chiave ‘Chirurgia palpebre’ e ‘blefaroplastica’ era di € 0,15 nel 2013.
Nel 2021, tale costo medio, sempre per le stesse parole chiave, è aumentato a € 0,33.
Nel 2011, l’indicatore medio CTR (Click-Through Rate), che da una misura percentuale dell’efficacia di una campagna per la Chirurgia Estetica, poteva anche superare di molto il 10%.
Adesso, è un grande successo se arriva al 2%: segno evidente che ci vogliono molte più impressioni (passaggi) per guadagnare lo stesso numero di click rispetto al passato.
Con ampie parti della popolazione che hanno abbondantemente superato i 40 anni (oltre il 60%), l'Italia è uno dei Paesi al mondo con una dei più alti tassi d'invecchiamento, a cui si aggiunge il drammatico calo demografico, ormai in essere da metà anni '90 del XX secolo.
Nel 2025, secondo il rapporto annuale dell'ISTAT, il numero di over 80 ha superato quello dei bambini sotto i 10 anni, e la sproporzione giovani under 18 e anziani over 60 è incredibilmente accelerata a fine anni 2000, complice la bassa natalità e la lunga aspettativa di vita.
In quest'ottica, che non porta vantaggi ma piuttosto problemi di sanità e stato sociale ed assistenziale, la Medicina Estetica ha visto una sua forte espansione, maggiormente utilizzata dai consumatori di sesso femminile ma con accesso anche da parte maschile.
L'allungamento della vita media, la bassa incidenza di nuove famiglie giovani, una denatalità cronica che, però, comporta giocoforza anche un aumento dell'età utile e produttiva della vita (che ormai non 'finisce più', socialmente, ai 60 anni) ha fatto espandere il bisogno di molte pazienti a prolungare quanto più possibile la loro attrattività e appetibilità sociale.
Non è un caso che l'Italia si conferma annualmente tra i primi Paesi al mondo per numero di interventi di Chirurgia Estetica (oltre 1.000.000 l'anno), mentre francamente sono difficilmente calcolabili tutti i trattamenti di Medicina Estetica erogati, che spaziano dall'anti-aging a, semplicemente, il miglioramento di un'estetica ancora buona, ma che comincia a manifestare i primi segni del tempo che passa.
Se non ci sei, ti costerà di più. Molto di più

Attualmente, considerata l’enorme concorrenza nel settore della Medicina Estetica e nella Chirurgia Plastica, è assolutamente impossibile pensare di accedere al mercato senza una chiara e ben definita strategia promozionale.
Tale strategia deve necessariamente provvedere ad un uso massiccio del Digital Marketing, e nello specifico della strategia SEO, di un’efficace e continua promozione sui social network e di un congruo budget per gli annunci sui canali dei Paid Media.
Altresì, ogni strategia deve assolutamente considerare la produzione di contenuti audio-visivi originali, attraenti di grande qualità.
La Medicina Estetica è un settore della sanità che si basa sui risultati reali estetici.
Nell’epoca della condivisione totale, tali risultati devono essere evidenziati perfettamente, e a livello professionale.
Qualsiasi strategia di marketing che non contempli la produzione costante di materiale pubblicabile di grande qualità è destinata a fallire, e non importa quanto budget venga stanziato.
Molti Medici professionisti hanno già capito da anni l’andamento del mercato, e da anni utilizzano il Digital Marketing come arma vincente per farsi trovare dai nuovi pazienti.
Questi professionisti sono quelli che, attualmente, hanno conquistato posizioni di rilievo assoluto nel mercato, difficili da scalzare o anche solo eguagliare.
Il loro successo, oltre alla loro mera bravura come Medici, è il frutto di anni d’investimenti, e non è di certo un caso fortuito.
Il costo per l’accesso alla promozione è ben più che triplicato, nel corso degli ultimi anni.
Chi ha già cominciato, soprattuto nel settore degli annunci a pagamento (Paid Media) si trova ora in posizione privilegiata: perché ha potuto accumulare una grande quantità d’informazioni preziose sul suo target, ad un costo non paragonabile a quello attuale.
In aggiunta, se ha ben lavorato, si trova con annunci altrettanto privilegiati, con un ranking di soglia (clicca qui per scoprire cos’è il ranking di soglia di Google Ads) più basso rispetto ai nuovi annunci che vengono pubblicati ora.
Non sono buone le prospettive per il futuro.
L’aumento costante degli investimenti negli annunci promozionali in ambito sanitario (che segue lo stesso trend del mercato generale) lasciano supporre che l’andamento al rialzo per la promozione a pagamento della Medicina Estetica e della Chirurgia Plastica proseguirà ancora per molti anni.
Anche la pandemia di COVID-19, che ha scosso il mercato nel 2020 e 2021, sul lungo periodo non ha intaccato seriamente gli investimenti pubblicitari, che hanno perso (fisiologicamente) solo durante i primi mesi di quarantena, per poi ritornare in crescita.
Nel mondo sanitario, il termine inglese compression of morbidity (compressione della morbosità) indica tutta quella serie di strategie, mirate o di ampio respiro, che tendono a preservare la piena attività fisica e la 'buona salute' nell'ottica di un periodo in cui la vita umana è effettivamente molto più lunga, in media, che nel passato.
Lo scopo della compression of morbidity è dunque quello di ritardare il più possibile non tanto l'invecchiamento (processo fisiologico inarrestabile, almeno dalla Medicina attuale) bensì l'insorgenza delle malattie croniche e delle disabilità, nonché dell'esclusione sociale, purtroppo fenomeno tipico della civiltà occidentale rispetto alle persone anziane.
In quest'ottica, la Medicina Estetica è vista come un valido strumento, specie per le pazienti donne, per rimanere, anche dopo i 40 o 50 anni, socialmente accettate e piacenti, non perdendo dunque gli innegabili vantaggi che soggetti percepiti come 'esteticamente validi ed ancora giovanili' hanno nella nostra società.


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Nel mercato iper-inflazionato della Medicina Estetica e della Chirurgia Plastica, hai ben visto che devi necessariamente investire sulla tua professionalità, se vuoi avere delle chance di successo.
E l’investimento deve essere ragionato, ma deciso: tergiversare ora, equivale a far passare ulteriore tempo, che comporta ulteriore incremento dei costi.
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FAQ (domande frequenti)
Poiché la normativa italiana non riconosce ufficialmente la specializzazione in Medicina Estetica, qualsiasi Medico abilitato può esercitare in questo ambito, anche senza un diploma specialistico, generando un mercato ampio e poco regolamentato, che spesso fa gola per via dei già citati alti margini di guadagno (non sempre veritieri).
L’Italia è tra i primi cinque Paesi al mondo per numero di trattamenti estetici, con una domanda in costante crescita da oltre un decennio.
Circa l’87% dei trattamenti è richiesto da pazienti di sesso femminile, con una forte incidenza nella fascia adulta della popolazione, in un trend che sembra spostare, anno dopo anno, il target medio oltre la soglia dei 45-50 anni.
La capacità di spesa è comunque relativa, poiché molte pazienti si affidano al credito al consumo pur di effettuare il loro intervento estetico voluto e desiderato.
Il credito al consumo ha reso accessibili i trattamenti anche a fasce sociali meno abbienti, contribuendo all’espansione del mercato, a scapito però della qualità generale dei trattamenti e di un'inflazione decisa nella Medicina e Chirurgia Estetica.
Questi tre interventi guidano la classifica, con decine di migliaia di procedure ogni anno.
A livello di Medicina Estetica, anche se la statistica è di difficile recupero ed analisi, gli interventi maggiormente richiesti sono i filler riempitivi e gli interventi anti-aging in generale.
L’ossessione per l’immagine e la condivisione ha aumentato la domanda, anche tra i giovanissimi, con fenomeni di dipendenza estetica e distorsione della percezione corporea, nell'ottica di rientrare in un (spesso irraggiungibile) ideal social self, cioè come noi vorremmo che gli altri ci vedessero.
Sono stati fatti passare per 'normali' modelli estetici irrealistici, spesso artefatti, che comunque riguardano percentualmente solo una minima parte della popolazione.
Questo ha comunque influenzato il mercato, che ha visto la domanda di trattamenti estetici crescere oltre misura.
I dati non tengono conto, ovviamente, delle prestazioni eseguite 'al nero', cioè senza regolare emissione di fattura sanitaria.
L’Italia detiene il 4,1% del mercato globale, con una crescita costante nonostante la recessione economica sistemica che, periodicamente, colpisce il Paese a macro o micro-ondate.
Una strategia di marketing digitale è dunque indispensabile per emergere, con investimenti in SEO, social media e contenuti audiovisivi professionali.
Il costo per click su Google Ads è salito da € 0,15 a oltre € 0,33 per le stesse parole chiave, e il CTR è crollato dal 10% a meno del 2%.
Ottenere ormai CTR superiori al 4% è diventato un eccellente traguardo, mentre per alcune ASA (Aree Strategiche d'Affari) particolarmente inflazionate, come la Chirurgia Estetica e la Medicina Estetica, alcuni CPA (Cost-per-Acquisition), specie nelle grandi città, può raggiungere e superare anche € 300,00 a conversione.
Il dott. Giorgio Fiorini è il fondatore di Promozione Medica, l'agenzia pubblicitaria con sede a Milano che si occupa esclusivamente del marketing sanitario per Medici Chirurghi ed Odontoiatri.
Diplomato Accademico in Arti Visive presso l'Accademia di Belle Arti di Roma (comparto dell'Alta Formazione Artistica e Musicale, tra le eccellenze europee e tra le istituzioni accademiche più antiche in Italia e nel mondo), si è perfezionato in Marketing Sanitario già dal 2006, anno in cui anche in Italia è stata permessa la comunicazione sanitaria.
Ha da sempre avuto grande passione per la comunicazione, l'arte e la scienza, (due facce della stessa, identica medaglia) in particolar modo per la Medicina e l'informazione automatica.
In Promozione Medica, è l'esperto di Crisis Management, Search Engine Optimization, Persuasive Copywriting, Lead Generation, funneling e Search Engine Advertising.
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Formazione Accademica Continua, per un Lifelong Learning di qualità

Qui a Promozione Medica i titoli contano, ma non per un vezzo fine a sé stesso: perché li consideriamo importanti, parte del nostro continuo percorso di crescita, segno tangibile che c'impegnamo sempre per migliorarci, con la formazione accademica d'eccellenza.
Crediamo molto nel concetto di Lifelong Learning, e pensiamo che la continua formazione di livello terziario sia imprescindibile, specie in un settore, come quello della comunicazione sanitaria, spesso popolato da attori che non possono dimostrare nessun percorso accademico serio di formazione e ricerca.
Ecco perché il dott. Giorgio Fiorini, con tutti i suoi collaboratori, proprio nel concetto di 'formazione continua', impone (e si impone) il costante aggiornamento accademico, con un titolo specialistico conseguito ogni tre anni, proclamato solo da Università e istituti AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale) regolarmente riconosciuti dal MUR.
I Diplomi di Master, sia di I che di II livello, interenti ovviamente alla comunicazione, al marketing, al management e alla sanità (i settori in cui opera Promozione Medica), conseguiti dopo il giusto percorso di studi, sono una dimostrazione importante per i nostri clienti: significa che vogliamo sempre migliorarci, per distribuire informativa sanitaria di alto livello, riconosciuta a livello internazionale.
Una garanzia di qualità, di serietà, di impegno che possiamo dimostrare sempre, a garanzia del nostro operato.
Ci aggiorniamo sempre, per darti il miglior servizio possibile
Le Certificazioni Google ti assicurano che siamo costantemente formati, anno dopo anno, e che ci teniamo sempre aggiornati sui servizi che ti offriamo.
Storie di grandi professionisti della Medicina, che abbiamo costruito assieme
Anche in un mercato ormai molto inflazionato, dove tutti sono in perenne competizione per prendersi l'ultimo cliente, noi abbiamo una nostra etica professionale ben precisa: lavoriamo solo con i migliori.
Perché la Medicità e la sanità sono parti di scienza che dovrebbero essere trattate solo dai migliori.
Siamo quindi orgogliosi di curare e gestire l'immagine professionale di Medici di indiscussa professionalità e competenza, che abbiamo avuto il piacere di guidare verso la necessaria transizione al digitale, o per cui abbiamo svolto tutte le pratiche del Marketing Sanitario utili a migliorare la loro presenza sul mercato, la loro produzione sanitaria e, in generale, a migliorare l'apporto alla loro pazientela.
Perché il nostro fine ultimo è proprio questo: aiutare la Medicina ad aiutare i pazienti, passando proprio per il supporto totale ai Medici, agli studi medici, agli studi odontoiatrici e ai poliambulatori.
Qui c'è un portfolio dei casi più rappresentativi, che abbiamo trattato e risolto con particolare soddisfazione.
Quindi ricorda che...
- In Italia, non esiste una normativa specialistica per la Medicina Estetica, che può essere praticata da qualsiasi Medico in regolare possesso della Laurea in Medicina e Chirurgia e dell'abilitazione;
- L’età media della popolazione italiana, avanzata, gioca un ruolo fondamentale in rapporto al numero di interventi estetici;
- I trattamenti di Medicina e Chirurgia estetica sono un'ASA (Area Strategica d'Affari) particolare della Medicina, il cui indicatore CPA (Cost-per-Acquisition) è spesso molto elevato, specie nelle grandi città;
- I trattamenti estetici spesso sono dettati da una frattura dell'actual self (come noi pensiamo di essere) e l'ideal self (come noi vorremmo essere), in cui il ruolo giudicatore della società in cui viviamo è spesso cruciale per far scattare la decisione d'acquisto da parte del paziente;
- La Medicina Estetica è spesso vista come un'arma necessaria per attuare la strategia di compression of morbidity, cioè quella tendenza a prolungare il più possibile non tanto la vita media (già ampia) ma lo stato di benessere e l'assenza di malattie invalidanti, o comunque condizioni giudicate socialmente sfavorevoli;
- Ogni anno, in Italia si praticano oltre 1.000.000 di interventi estetici, sia medici che chirurgici;
- L’Italia è il quarto Paese al mondo per numero di interventi estetici;
- Il mercato estetico in Italia vale circa 700.000.000 di Euro ogni anno;
- Ci sono circa 16.000 Medici Estetici e Chirurghi Plastici in Italia, localizzati prevalentemente nei grandi centri urbani;
- L’accesso al credito al consumo ha permesso il contestuale accesso ai trattamenti estetici anche classi sociali che, un tempo, erano tagliate fuori per impossibilità economica;
- Circa il 9% della popolazione italiana ha già fatto uso di almeno un trattamento estetico;
- Nel mercato inflazionato della Medicina Estetica e della Chirurgia Plastica, è impensabile pensare di avere successo senza un’adeguata promozione sanitaria;
- Il costo per l’accesso alla pubblicità da parte di un Chirurgo Plastico è triplicato negli ultimi 10 anni;
- Gli investimenti in promozione sanitaria per Medici Estetici e Chirurgi Plastici aumentano ogni anno;
- Se vuoi ottenere risultati efficaci nella promozione del tuo studio di Chirurgia Plastica, devi affidarti ai professionisti del Marketing Sanitario
Portiamo numeri, non chiacchiere
Risultati che parlano da soli, e che possiamo dimostrarti in qualsiasi momento
Articoli generati da un'AI? No, grazie
Tutti gli articoli sanitari presenti in questo sito sono stati scritti da professionisti umani, Medici o informatori sanitari.
Le informazioni sono date secondo i principi di scienza e coscienza, con fonti certe, verificate ed attendibili, senza ausilio di algoritmi generativi.
Nessun articolo è stato scritto, anche parzialmente, da un'intelligenza artificiale generativa.
E c'è di più: non utilizziamo e non utilizzeremo mai nessuna AI per 'generare' qualsiasi nostro contenuto sanitario.
Il motivo è semplice: noi creiamo informazione sanitaria attendibile e verificabile, e non copiamo ed incolliamo lavoro fatto da altri (che non possiamo verificare, e di cui ignoriamo la qualità).
Gli articoli generati dalle AI odierne sono spesso inattendibili, sono troppo generici o troppo prolissi, che copiano, attraverso il data scraping, lavoro già eseguito da altri.
Noi lavoriamo diversamente: nessun nostro prodotto, su qualsiasi media, sarà mai generato da un'AI, ma sarà sempre il frutto (verificabile) del nostro impegno.
Vuoi un aiuto rapido? Chiedi al Dr. AMO!
Il Dr. AMO (che sta per Assistente Medico Odontoiatrico) è il software di AI integrato in questo sito, ed è stato programmato da Giorgio Fiorini per esserti utile e funzionale.
È stato programmato da Medici, tecnici informatici e informatori sanitari con l'obiettivo di aiutarti a trovare le informazioni che stai cercando per il tuo studio medico, in maniera rapida e veloce.
Il Dr. AMO ti può fornire aiuto e supporto in ogni momento, e può aiutarti a trovare rapidamente le risposte alle tue domande, nonché può aiutarti a prenotare un primo contatto con noi.
Dr. AMO può trovare agevolmente informazioni legali sulla tua attività medica, su ciò che puoi o non puoi fare in materia pubblicitaria, sui tuoi obblighi deontologici e su come il marketing e la promozione possono aiutarti ad incrementare notevolmente la pazientela del tuo studio.
Dr. AMO ha altresì integrato un ampio database medico su molti argomenti specifici della Medicina, come ad esempio la Chirurgia Plastica e l'Odontoiatria, che puoi consultare in ogni momento e che può esserti utile per la tua professione.
Tutte le informazioni che ti da il Dr. AMO provengono da un database originale di contenuti medici e sanitari, verificato da un Medico regolarmente abilitato alla professione, e l'AI è stata addestrata con la direttiva principale di proteggere in primis la vita e la salute dei pazienti, aiutandoti a trovare tutto il supporto necessario per la tua attività sanitaria.
Puoi chiedere aiuto in ogni momento al Dr. AMO, cliccando sul pulsante che trovi al lato di ogni pagina del sito.
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