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Come fare per contrastare la concorrenza sleale in tricologia

L'autotrapianto di capelli in Italia e la concorrenza delle cliniche turche

In questa pagina scoprirai...

...come combattere la concorrenza sleale delle cliniche tricologiche turche!

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Quest'articolo è stato aggiornato il giorno: lunedì 30 agosto, 2021

Il trapianto di capelli, ed in generale tutto ciò che ruota attorno alla bellezza della chioma, è un business miliardario in tutto il mondo.

Da quando, sul finire degli anni ’30 del 1900, il medico giapponese Shoji Okuda scoprì che i bulbi piliferi umani, se espiantati con particolari accorgimenti, potevano attecchire anche in altre parti del corpo, il mercato sanitario della tricologia ha avuto un’esplosione costante e dirompente.

Un’ascesa continua, sia di macchinari che di protocolli chirurgici e medici, che ha portato il settore a valere miliardi di dollari in ogni parte del mondo.

Ovviamente, come ogni settore ‘in tiro’, l’inflazione degli operatori non ha tardato a manifestarsi, e con essa l’entrata in scena di veri e propri gruppi d'investitori che, fiutato l’affare, hanno investito massicciamente nell’autotrapianto di capelli.

Oggigiorno, l’alopecia androgenetica (comunemente detta calvizie) è una condizione fisiologica (non patologica) trainante nel mercato estetico, ed è un business miliardario con cui guadagnano centinaia di migliaia di operatori sanitari: dai medici sino agli addetti dell’assistenza pazienti.

Come ogni business in cui girano grandi quantità di denaro, però, il rischio di operatori truffaldini o che semplicemente aggirano regole sanitarie e fiscali è sempre dietro l’angolo.

E, parlando di casa Italia, il nostro angolo è la Turchia.

Continua a leggere questa pagina per sapere come contrastare la concorrenza sleale delle cliniche tricologiche turche, che ogni anno convincono, con il miraggio di un prezzo irrealisticamente basso, migliaia di pazienti italiani ai ‘voli della speranza’, nel tentativo di riottenere - a poco prezzo - una folta chioma.

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Cosa non puoi davvero fare nella pubblicità medica?

In Italia, per gli effetti del così chiamato 'Decreto Bersani', risalente al 2006, ogni impresa commerciale, sia associata in azienda che in libera professione, ha il diritto di promuovere liberamente il proprio business.
Questo vale anche per i medici ed i dentisti, che però devono sottostare a precisi obblighi, sia di legge che deontologici.
Scopri quello che proprio non puoi fare quando si parla di pubblicità sanitaria.
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Il fenomeno delle cliniche ‘low-cost’ per i trapianti di capelli in Turchia: oltre la speculazione

La concorrenza sleale delle cliniche turche per l'autotrapianto di capelli

Secondo dati recenti del 2019, nella sola Instanbul si contano più di 400 cliniche specializzate nell’auto-trapianto di capelli.

L’esatto numero in tutta la Turchia è difficilmente stimabile: ogni giorno ne nascono di nuove, ma molte sono semplicemente le stesse, chiuse e riaperte altrove (dagli stessi investitori) per eludere i controlli di fisco o delle autorità sanitarie turche.

Il loro business è impressionante: in tutto il paese, la media degli interventi di autotrapianto di capelli va dai 5.000 agli oltre 7.000, e la maggioranza di pazienti viene dall’Europa oppure dai vicini paesi della penisola araba.

Questa espansione così forte del business della tricologia è iniziata sul finire degli anni ’90, quando le condizioni economiche del Paese (oggetto di profonde riforme liberali) ha permesso ai medici di accedere ad una formazione scientifica di livello comparabile a quello europeo o americano, contestualmente aumentando anche la qualità dell’assistenza ospedaliera.

Si stima che il mercato totale delle cliniche tricologiche superi il miliardo di dollari ogni anno.

Con tale portata, questo flusso di denaro ha causato l’entrata di investitori (anche dall’estero), sempre in cerca di nuove opportunità di business.

Come accade in ogni parte del mondo, l’investitore privato cerca solamente il profitto, e per ottenerlo è disposto a tutto.
In particolare modo, parlando di cliniche tricologiche, a tagliare il costo della forza lavoro, soprattutto infermieri e tecnici.

A ciò, oltre il mero guadagno delle cliniche, si aggiunge anche tutto il mercato del settore ricettivo che gira attorno a questo vero e proprio ‘turismo sanitario’: alberghi, ristoranti, voli ed agenzie dedicate, che trattano esclusivamente il ‘turismo medico’.

Un business quindi per davvero miliardario, che per molti pazienti europei assume quasi l’immagine di una ‘vacanza’, più che un viaggio per motivi sanitari.

Come fanno le cliniche turche ad offrire autotrapianti di capelli con prezzi così bassi?

La concorrenza sleale delle cliniche turche per l'autotrapianto di capelli

Anche in Turchia, come in Italia, ogni ambulatorio deve avere un direttore sanitario responsabile e, sempre per legge, l’intervento dovrebbe essere eseguito da un medico, un chirurgo dermatologo specialista tricologo.

In realtà, spesso così non è: per abbassare i costi, gli interventi sono sovente effettuati da infermieri od addirittura tecnici (neppure sanitari), debitamente formati, che operano frequentemente senza neppure la supervisione di un dottore.

Al medico ci si affida solo in caso di complicazioni, o di casi gravi.

Questo permette alle cliniche turche di effettuare decine di interventi al giorno, avendo però a disposizione magari solo un medico per tutta la struttura.

L’autotrapianto di capelli, in qualsiasi tecnica si esegua (FUE oppure FUT che sia) è un intervento lungo, complesso e dalla curva d’apprendimento molto elevata.

Una sola seduta, tra espianto e trapianto di bulbi, dura in media 8-9 ore: va da se quindi capire che portata di risparmio si ha per una struttura se l’intervento non è effettuato da medici (che hanno un costo superiore), ma solo da personale infermieristico o tecnico, che ha un costo frazionario rispetto a quello di un dottore specialista.

La legge turca, ovviamente, sulla carta richiede che l’intervento sia svolto esclusivamente dal medico, ma quasi tutte le strutture ignorano sistematicamente la direttiva.

Le ispezioni del Ministero della Salute turco sono spesso ‘telefonate’, ossia le strutture sanno già con giorni di preavviso quando avverranno.

Questo, grazie alla molto comune corruzione pubblica, che fa intascare ottime tangenti agli ispettori ufficiali, che così possono avvertire le cliniche del giorno esatto dell’ispezione.

Va da se che, in tale giorno, la clinica si fa trovare in perfetta regola sanitaria.

Negli ultimi anni, per abbassare ancora di più i costi umani, molte cliniche turche si sono dotate di appositi macchinari a guida totalmente automatizzata, in grado di espiantare autonomamente i follicoli.
Questa tecnologia è stata fatta passare dal marketing come rivoluzionaria e sofisticata: un automa preciso e perfetto, che in poco tempo riesce ad espiantare migliaia di follicoli, garantendo l’assoluta perfezione.

In realtà, così proprio non è, anzi: questi macchinari sono stati pensati non per migliorare la qualità dell’autotrapianto, ma solo per accelerarne i tempi e far risparmiare sulla manodopera.

Il robot automatico, infatti, sovente fa autentici disastri nella testa dei pazienti: non ha la sensibilità della mano umana, e sbaglia spesso l’inclinazione del micro-bisturi circolare in fase di espianto.

Un’inclinazione sbagliata del bisturi significa il danneggiamento certo della radice del capello, con conseguente sua morte una volta impiantato.

Ecco perché, di recente, la percentuale di interventi di autotrapianto di capelli riusciti in Turchia è crollata.

Con i macchinari automatizzati, una clinica può anche raddoppiare il numero di interventi di autotrapianto che riesce a fare in una sola giornata, risparmiando a sua volta ancora di più sul costo del personale.

Già, il personale.

Anche qui, il costo basso dell’autotrapianto, unito alla grande concorrenza del mercato, obbliga le cliniche a risparmiare il più possibile su tutto il personale, sia sanitario che tecnico.

A farne le spese sono, tanto per cambiare, i lavoratori più deboli della società turca: i rifugiati, per di più i siriani.

Risorse preziose, in quanto capaci di parlare l’arabo e quindi di intermediari con i vicini paesi, vengono solitamente assunti con stipendi base sotto la soglia della povertà, con percentuali di vendita irrisorie (che rendono il vero guadagno impossibile) ed orari di lavoro spesso draconiani.

Il governo Turco, da parte sua, fiutato l’affare che muove (si presume) quasi 300.000 turisti l’anno, ha adottato una politica di forti incentivi (soprattutto, sgravi dell’IRPEF locale) per le cliniche che offrono trattamenti agli stranieri.

Come da regola del marketing, dietro ogni prezzo insolitamente basso rispetto al mercato c’è sempre un risparmio a scapito della qualità.

A volte, a scapito anche dei lavoratori che producono un dato bene o servizio.
Ecco perché molti pazienti italiani possono avere la speranza (e in molti casi, tale rimane) di riavere una folta capigliatura a soli 1.500 o 2.000 Euro.

Volo ed alloggio compreso.

Il problema deontologico e l’illegalità delle promozioni delle cliniche turche in Italia

La concorrenza sleale delle cliniche turche per l'autotrapianto di capelli

In Italia, la legge impone determinati obblighi per quanto concerne la promozione delle attività e dei prodotti sanitari.

Tali obblighi sono dettati dai testi:

  • Dlgs del 4 luglio 2006 (“Decreto Bersani”)
  • DPR del 7 agosto 2012
  • Legge n. 145 del 2018

Il Dlgs del 5 luglio 2006 (il famoso “Decreto Bersani”) ha liberalizzato il settore della pubblicità e della promozione sanitaria, rendendolo aperto per qualsiasi categoria professionale, quindi anche ai medici e agli odontoiatri.

Questo vuol dire che, attualmente, in Italia ogni professionista sanitario può legittimamente e legalmente promuovere la propria attività, senza più dovere richiedere l’approvazione del proprio Ordine di appartenenza, oppure di enti locali (ad esempio, i Comuni).

Il DPR del 7 agosto del 2012 però, fissa gli obblighi comunicativi del medico, che essenzialmente è tenuto a dichiarare sempre i propri titoli di studio e specializzazioni, i propri recapiti di riferimento e contatto d’emergenza e una serie di altri obblighi legati soprattutto alla parte online (anche il dominio di primo livello dell’eventuale sito web di proprietà, che deve essere obbligatoriamente .it o .eu).

La Legge n. 145 del 2018 fissa inoltre un importantissimo limite alla promozione sanitaria, che non può avere le caratteristiche della promozione commerciale.

Questo vuol dire che i medici non possono utilizzare gli schemi e le strategie della promozione commerciale per promuovere la loro attività.

Ad esempio, un annuncio su Google Ads del tipo:

“Trapianto di capelli a Milano a soli 2.000 Euro tutto compreso - Nella clinica del Dott. Mario Rossi - Prezzo speciale riservato solo per questo mese!”

In Italia è illegale, e come tale passibile di azione da parte dell’AGCOM.

Da notare (ed è abbastanza importante) è che la Legge n. 145 non impedisce ai medici la promozione tout-court (garantita invece dal Dlgs del 4 luglio 2006), ma vieta solo quella con caratteristiche commerciali, che non devono essere mischiate all’informativa sanitaria.

Tutti gli altri tipi di promozione ed informativa sono sempre permessi.

Alle imposizioni di legge, vanno aggiunti gli obblighi imposti dal Codice di Deontologia Medica, redatto dalla Federazione Nazionale degli Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri.
Tali regole, in ambito pubblicitario, sono ben definite negli articoli 55, 56 e 57.
Sintetizzando, ai medici e agli odontoiatri è proibito il patrocinio di prodotti sanitari e commerciali, non devono dare notizie ed informazioni non ancora approvate dalla comunità scientifica e non devono mischiare informativa sanitaria a pubblicità commerciale.

Premesso ciò, salta subito all’occhio che c’è un grosso problema, con le cliniche tricologiche turche che fanno pubblicità e promozione in Italia.

Tale problema è che i loro messaggi promozionali sono quasi sempre illegali e non deontologici, secondo la normativa italiana.

Ciò è facilmente riscontrabile provando a digitare, su Google Search, la semplice query ‘trapianto capelli’.

I risultati degli annunci su Google Ads provengono al 90% da cliniche turche, che propagano messaggi del tipo:

“Trapianto di capelli in Turchia - Sconto fino al 50% |
5.000 bulbi per 2.850 euro compreso”

Oppure:

“I tuoi nuovi capelli in Turchia a soli 2.000 Euro tutto incluso |
5.000 bulbi per compreso il viaggio, la visita e l'assistenza.”

E messaggi similari a questi.

Ovviamente, tutti annunci che fanno largo uso delle tecniche della promozione commerciale (vietata in Italia), che promettono risultati invece aleatori (vietato deontologicamente in Italia) e che usano la leva del prezzo come volano principale per accaparrarsi nuovi pazienti.

Annunci del genere, in Italia, sarebbero immediatamente segnalati all’Ordine del medico committente, che riceverebbe quasi sicuramente un richiamo, una molto probabile sanzione disciplinare ed una salata multa dall’AGCOM.

Ma questi annunci, ovviamente, non sono di medici italiani, che non sono iscritti ad un Ordine provinciale.

Le cliniche che li hanno commissionati non lavorano in Italia, non sono sottoposte all’autorità dell’AGCOM (e neppure dell’antitrust europeo), non sono neppure divulgate su un media italiano (Google Ltd. e Facebook Co. hanno sede in Irlanda, e fatturano da lì).

Quindi, a livello legale e deontologico, non rientrano nel nostro sistema di giudizio e di verifica.

Il problema è ben noto da anni, e non riguarda solo le cliniche di capelli in Turchia, ma anche quelle estetiche in Slovenia oppure quelle dentali in Croazia.

Un problema che la Federazione Nazionale degli Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri conosce benissimo, ma su cui non ha voce in capitolo.

E, in ultima analisi, non è neppure così tanto interessata a risolvere.
In un’ottica totalmente miope, va detto.

Questo però causa un forte danno economico ai medici italiani, o che comunque lavorano e fanno affari qui in italia.

Qui, un Chirurgo Dermatologo specializzato in Tricologia deve sottostare ad una serie pressoché infinita di controlli, sia dell’ASL di appartenenza che del Ministero della Salute.

E ogni sua promozione deve rispettare i poco sopra citati testi di legge, compresi i divieti del Codice di Deontologia Medica.

Delle limitazioni pesanti, che lo fanno partire già in svantaggio rispetto ai suoi colleghi turchi, che invece sono liberi di promuovere la loro attività senza vincoli o controlli di nessuna autorità italiana.

Una guerra ad armi impari, in cui chi ci rimette sono i medici italiani onesti e rispettosi della legge, e poi (ma non secondariamente) anche i pazienti.

Pazienti che, spesso totalmente ignari di nozioni mediche e scientifiche di base, vengono attratti in Turchia con l’esca del prezzo molto basso e dei risultati sempre garantiti (ma solo sulla carta).

Ovviamente, in chirurgia (quella seria) nessun medico, neppure il miglior chirurgo del mondo, può mai garantire risultati certi, per un semplice motivo: perché la medicina non è una scienza esatta, e i risultati possono variare da paziente a paziente.

Una regola che è valida da secoli, ma che il marketing delle cliniche turche si guarda bene dall’evidenziare.

La truffa dei siti e forum civetta delle cliniche Turche

La concorrenza sleale delle cliniche turche per l'autotrapianto di capelli

C’è una strategia di marketing eccezionale che molte cliniche turche usano, ormai da anni, per attirare nuovi pazienti italiani

La strategia si basa sull’uso indiscriminato dell’Inbound Marketing, che è una delle due categorie principali in cui si divide tutto il marketing (la restante è l’Outbound Marketing).

In pratica, nel corso degli anni sono stati costruiti siti web e forum ad hoc, con articoli e recensioni scritte ad arte per sponsorizzare una o più cliniche turche.

Ovviamente, nelle recensioni delle attività e negli articoli puramente promozionali (e basta molto poco, ad un occhio esperto, per capire la reale natura delle pagine) vengono sempre portati in esame i casi meglio riusciti, con gallerie foto eccezionali e risultati sempre sorprendenti.

Spesso, vengono creati anche utenti fittizi: non bot, ma persone reali che sono pagate direttamente dalle cliniche o dal medico turco, per interagire esattamente come se fossero pazienti od utenti disinteressati.

Il loro scopo, ovviamente, è sponsorizzare al massimo il cliente che li paga, o che ha messo su tutto il sito.

La strategia funziona bene, anche perché, ormai, oltre il 70% dei pazienti trova il proprio nuovo medico specialista online, dopo una ricerca su Google.

Un sito creato ad arte, con articoli creati in ottica SEO da professionisti, con forum frequentati da utenti pagati è una strategia che si rivela quasi sempre vincente.

Ogni giorno, nuovi ed ignari pazienti vengono a tutti gli effetti ‘reclutati’ tramite questo sistema, facendo anche leva sulla spesso diffusa ignoranza medica degli utenti, unita a strabilianti fotogallerie di incredibili risultati.

Questa ormai diffusa pratica di marketing si sposa bene nel mercato italiano per molteplici motivi:

  • L’ignoranza media dei pazienti in materia sanitaria e dermatologica (molti di essi, ignorano i reali motivi dell’alopecia androgenetica);
  • Un grado di cultura del Paese mediamente basso (in Italia, solo il 16% circa della popolazione è in possesso di cultura universitaria);
  • Un alto tasso di disoccupazione, specie nelle regioni del sud, che fa accettare di buon grado qualsiasi impiego (anche truffe online);
  • Un potere d’acquisto generale della classe media ormai estremamente ridotto;
  • Una legislazione pubblicitaria molto restrittiva con il personale sanitario italiano ma incompetente con quello straniero;
  • Un oggettivo e diffuso analfabetismo funzionale della maggior parte degli italiani verso le tecniche di marketing digitale truffaldine;
  • Una conclamata renitenza da parte dei medici tricologi italiani all’uso professionale dei social network e, in generale, dei canali informativi digitali;
  • Uno scarso od insufficiente uso del Digital Marketing sanitario da parte dei medici tricologi italiani per la promozione della loro attività

Tutte queste cause, se mischiate assieme ed agitate, danno un solo risultato: la fuga dei potenziali pazienti desiderosi di un autotrapianto di capelli verso le cliniche Turche.

Che, a differenza di quelle italiane, col Digital Marketing sono avanti anni luce, e spendono in esso cifre coerenti alla portata del loro business.

La soluzione per bloccare l’emorragia di pazienti: INVESTI

La concorrenza sleale delle cliniche turche per l'autotrapianto di capelli

Nel marketing, c’è una regola fondamentale, che alcuni definiscono ‘primaria’.

Tutte le altre che le susseguono, a ben vedere possono essere definite solo un corollario.

Tale regola è:

“Chi ha i soldi, si prende il cliente”

Per quanto truce o troppo crudo possa sembrare, in effetti le cose stanno esattamente così.

E lo sanno bene le cliniche Turche: il loro investimento nel mercato italiano è costante da circa vent’anni, tanto che ora si sono prese la maggioranza del mercato, e a te chirurgo tricologo non è rimasta che la parte minimale.

E tra un po’, se non ti attivi, non rimarrà neppure quella.

Anche assumendo che tu, ora, voglia partire per recuperare la tua immagine e farti conoscere dai tuoi potenziali pazienti, sappi che partiresti comunque svantaggiato: poiché i tuoi colleghi turchi, oltre ad aver messo in piedi una formidabile macchina di propaganda promozionale, possono operare liberi dai vincoli delle imposizioni di legge.

Cosa che tu non puoi fare.

E allora, ha senso combattere?
Certo, ha sempre senso!

Anche perché l’alternativa quale sarebbe? Chiudi tutto e cambi mestiere?

Ovviamente, no.
Se il mercato ti ha aggredito, e se tu glielo hai permesso in passato, non vuol dire che devi proseguire su questa strada per sempre.
Puoi recuperare i tuoi pazienti e puoi aiutarne molti altri a non cadere vittime di interventi fatti male, ma devi attivarti ora e bene.

Sì, devi investire.
E devi investire il giusto.

Assicurati che la tua immagine online sia congrua alla tua esperienza e professionalità

La concorrenza sleale delle cliniche turche per l'autotrapianto di capelli

Sei un chirurgo tricologo con anni d’esperienza, e centinaia di casi clinici trattati con successo?
Allora, devi farlo sapere.

E devi farlo sapere sui media d’informazione che oggi sono utilizzati dal tuo target, ovverosia il World Wide Web, con i suoi social network più popolati e seguiti.

Potrà sembrarti banale, ma la maggior parte dei chirurghi tricologi che lamentano un grosso calo dei pazienti ha come denominatore comune l’assoluta trasparenza online!

Vuol dire che se un dato paziente cerca su Google un tricologo vicino alla sua città di residenza, molto probabilmente troverà prima le cliniche turche!

E questo è inaccettabile, dal punto di vista del marketing: è proprio la causa principale del calo sistematico dei pazienti nelle cliniche tricologiche italiane!

Investire sulla propria professionalità è essenziale, in ogni settore del commercio.

Diventa ancor più fondamentale quando, come nel caso della medicina, il prodotto che si vende è proprio l’esperienza medica, ed in questo caso chirurgica.

Come pretendi di rivaleggiare con le cliniche turche quando tu per primo non ti trovi su Google, e non hai una comunità ben radicata di pazienti sui tuoi social network?

Lo sai che l’età media dei pazienti che decidono di effettuare un autotrapianto di capelli ormai è di 30 anni?

Lo saprai sicuramente datosi che è il tuo mestiere, ed allora perché non intercettare questo enorme mercato giovane, proprio sui media che i giovani frequentano?

Le cliniche turche lo fanno da anni, e hanno costruito una formidabile macchina di propaganda, che copre più o meno ogni canale digitale!

Fai foto e video di alta qualità!

La concorrenza sleale delle cliniche turche per l'autotrapianto di capelli

Le cliniche turche hanno TUTTE (nessuna esclusa), oltre che una o più agenzie di marketing digitale che gli assicurano costantemente promozione adeguata, anche fotografi e videomarket professionisti che riprendono ogni giorno i loro migliori lavori.

E no: non sono gli stessi medici od infermieri che, armati di cellulare, scattano foto o video.

Parliamo di professionisti, che installano veri e propri set fotografici mobili, e riprendono passo passo ogni intervento (anche per ore).

E non solo: registrano immagini e video prima, durante ed anche dopo molti mesi dagli interventi, preparando al meglio delle stupende gallerie foto e videografiche, che poi gli esperti del digital marketing postano con continuità online.

In Italia, gli studi medici hanno una reticenza atavica a dare gli incarichi ai professionisti dell’immagine, ed i risultati (purtroppo) si vedono.

E sarebbe anzi meglio che non si vedessero!

Foto fatte col cellulare, video tremolanti, assenza di gallerie professionali e in alta risoluzione.
In pratica: zero impatto visivo, a tutto vantaggio di chi, come le cliniche turche, invece sull’immagine ha puntato quasi tutto.

In un mondo che ormai vive completamente sull’immagine, in un settore (quello tricologico) che risolve esclusivamente problemi estetici, è imperdonabile il lassismo di molti chirurghi italiani, che non pensano assolutamente a fornirsi di materiale promozionale adatto!

E perché di questa mancanza, poi?
“Beh, un fotografo professionista costa!”

Ecco la ragione primaria, che in molti casi è l’unica.

Ovviamente, se pensi questo allora il consiglio è quello di cercarti al più presto un nuovo impiego, poiché il tuo gap con le cliniche di capelli turche è e rimarrà sempre incolmabile.

Assicurati di crearti una rete di pazienti online che parli di te

La concorrenza sleale delle cliniche turche per l'autotrapianto di capelli

Uno degli asset delle cliniche turche è una fortissima rete di utenti (in molti casi, foraggiati) che, su pagine Facebook e sui forum, propaganda in maniera incessante la loro attività.

Ovviamente, vengono pubblicizzati solo gli interventi riusciti davvero bene (e sono la minoranza), mentre tutti gli altri vengono sistematicamente taciuti o minimizzati.

Questo metodo di marketing è costoso, richiede tempo e risorse umane, ma è di formidabile efficacia: molti nuovi pazienti, spesso molto ingenui, prendono per buone queste testimonianze, incrementando il mercato dei capelli turco.

Combattere l’inganno con l’inganno non è consentito dall’etica deontologica, e non ti è ovviamente consigliato.

Però, puoi combattere questo sistema con testimonianze reali dei tuoi pazienti, di quelli che si sono trovati bene col tuo servizio e col tuo autotrapianto.

Devi raccogliere queste testimonianze, anche sotto forma di video, che devi divulgare e far conoscere.

Devi insomma, crearti una rete online di veri testimonial, autentici e reali, che possano davvero portare una testimonianza sincera della tua bravura di chirurgo tricologo.

E questo, puoi farlo solo con un preciso piano di social marketing, che includa anche l’andare a raccogliere dal vivo le testimonianze dei tuoi pazienti (e non solo tramite galleria fotografica!).

A volte, devi provvedere alla creazione e all’invio anche di questionari di gradimento.

Sì, questo ha un costo (devi pagare un’agenzia esperta di Digital Marketing per farlo), ma ha un ritorno economico eccezionale.

Combatti la disonestà con l’etica deontologica

La concorrenza sleale delle cliniche turche per l'autotrapianto di capelli

La medicina non è un supermercato.

Questo è ben chiaro nel mondo accademico, e un po’ meno nel mondo economico.

Ma è con questo spirito critico che il legislatore italiano è intervenuto nella Legge n. 145 del 2018, quando è stata vietata la promozione commerciale in ambito sanitario.

OK, sicuramente la normativa è molto rigida e forse in futuro sarà cambiata o comunque rimaneggiata, ma al momento questa devi rispettare.

Ciò non vuol dire che non puoi promuovere il tuo studio tricologico, anzi: puoi fornire ai tuoi pazienti una vera informativa sanitaria etica, deontologica e legale.

Se le cliniche turche giocano in maniera sleale puntando tutto sul prezzo, tu invece gioca onestamente, puntando tutto sulla qualità e sull’informazione medica.

Quella vera, pensata per essere capita anche da un pubblico non avvezzo alla medicina.

Puoi creare efficienti ed efficaci campagne su Google Ads e Facebook Ads usando solo l’informativa sanitaria e la tua esperienza medica, fornendo ai tuoi papabili pazienti delle informazioni di altissima qualità che le cliniche turche non potranno mai (e non sono interessate a) dare.

Spiega dettagliatamente cos’è in realtà l’alopecia: da cosa è causata, lo stato della ricerca, quando si può pensare all’autotrapianto.

E non fermarti solo sui benefici: spiega anche i rischi e gli effetti collaterali.

Insomma: fai promozione usando la vera informativa sanitaria.

Non indorare la pillola, ma fatti aiutare da un esperto di copywriting sanitario per descrivere al meglio i tuoi servizi.
In poche parole: fai il medico, anche quando devi far conoscere il tuo business.

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Diciamocelo chiaramente: le cliniche low-cost per l’autotrapianto dei capelli in Turchia hanno enorme successo non solo per i loro bassi costi e le numerose agevolazioni del loro governo, ma anche (e forse, soprattutto) perché hanno investito pesantemente nel Digital Marketing, nel corso degli anni passati.

E continuano ancora ad investire grandi percentuali dei loro incassi, costantemente.

Il mercato della tricologia, ed in particolare modo quello dell’autotrapianto dei capelli è un settore in espansione: le richieste dei pazienti sono continue, ma solo chi sa veramente intercettarle riesce a guadagnare.

E, ne devi convenire, forse il marketing delle cliniche tricologiche in Turchia vale davvero i soldi che costa.

Perché allora non provvedi anche tu, e combatti il fuoco col fuoco?

In Italia, esistono realtà locali che possono aiutarti ad ottenere tanti nuovi pazienti, in modo deontologico e legale.

Noi siamo una di queste realtà: siamo un’agenzia pubblicitaria specializzata esclusivamente nella pubblicità, nella promozione e nel Digital Marketing Sanitario.

Facciamo solo questo, da oltre 15 anni: ci prendiamo cura di medici come te, grandi professionisti che vogliono avere la loro giusta visibilità online.

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  • Le cliniche tricologiche Turche operano in un regime fiscale agevolato dal loro Governo;
  • Le cliniche turche operano al massimo risparmio, solitamente sottopagando i propri dipendenti, ed utilizzando macchinari automatizzati per velocizzare le operazioni di espianto dei bulbi;
  • Le cliniche turche investono molto del loro fatturato nel marketing digitale, e nel corso degli ultimi vent’anni hanno invaso tutto il mercato italiano;
  • Le cliniche turche diffondono annunci con messaggi considerati non deontologici in Italia, in piena concorrenza sleale;
  • Puoi contrastare il fenomeno delle cliniche turche solo con la tua qualità medica e deontologica;
  • Devi provvedere a far sviluppare gallerie foto e videografiche di alta qualità dei tuoi interventi di autotrapianto di capelli;
  • Devi costruire una rete di pazienti che hai operato soddisfatti, che ti aiutino a divulgare sui social il tuo operato;
  • Devi investire nel Digital Marketing sanitario, affidandoti ai professionisti
Articolo scritto da: Giorgio Fiorini
Giorgio Fiorini è il fondatore di Promozione Medica, l'agenzia pubblicitaria con sede a Milano che si occupa esclusivamente del marketing sanitario per medici, chirurghi ed odontoiatri.
Specializzato in Marketing Sanitario già dal 2006, anno in cui anche in Italia è sstata permessa la comunicazione sanitaria, ha da sempre avuto grande passione per la pubblicità, l'arte e la scienza, in particolar modo per la medicina e l'informazione automatica.
In Promozione Medica, è l'esperto di Search Engine Optimization, Persuasive Copywriting, Lead Generation, funneling e Search Engine Advertising.
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