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Progettazione dell'apertura di un nuovo ambulatorio o studio medico

In questa pagina scoprirai...

...cosa serve davvero per aprire un nuovo ambulatorio o studio medico, dal punto di vista autorizzativo, economico, logistico e comunicativo.

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Quest'articolo è stato aggiornato il giorno: martedì 8 settembre, 2026

Aprire un nuovo ambulatorio, un centro medico o un nuovo studio professionale non è un problema clinico: è un problema d'impresa.

È il momento in cui un Medico, un Odontoiatra o un gruppo di professionisti decide di trasformare la propria competenza sanitaria in un'organizzazione economica che dovrà sostenere costi fissi, personale, canoni, ammortamenti e adempimenti, per anni, ancora prima di aver incassato il primo Euro.

Ed è anche il momento in cui si commettono gli errori più costosi dell'intera vita professionale, perché sono errori strutturali: una sede sbagliata, una tipologia di struttura scelta senza conoscerne il peso autorizzativo, un piano finanziario che non prevede il capitale circolante dei primi diciotto mesi, oppure (l'errore più frequente in assoluto) una comunicazione che parte il giorno del taglio del nastro, quando ormai i costi fissi corrono già da mesi.

E, ovviamente, il tutto condito da una burocrazia asfissiante, e una serie di normative, nazionali e regionali, che spesso creano un vero e proprio dedalo, da cui è impossibile uscire senza supporto specializzato.

In questa pagina cerchiamo dunque di mettere in fila, con ordine, tutto quello che serve sapere sull'apertura di una nuova struttura sanitaria: cosa distingue uno studio medico da un centro medico, cosa cambia da regione a regione, quali autorizzazioni servono davvero, come si costruisce il piano economico di una nuova struttura e, non per ultimo, perché la comunicazione va costruita molto prima dell'apertura, con evidenze quantitative che abbiamo raccolto e pubblicato in ambito scientifico.

Non troverai promesse facili: troverai un metodo, e quasi vent'anni di esperienza esclusiva nel settore sanitario italiano, che possono fare davvero la differenza sul successo o meno della tua nuova struttura.

Apertura di un nuovo ambulatorio specialistico
Progettazione economica di un nuovo centro medico

Non si apre un ambulatorio: si progetta

La differenza tra aprire e progettare è tutta nei numeri: chi apre reagisce agli imprevisti, chi progetta li ha già messi a bilancio.
Un nuovo ambulatorio è un'impresa che nasce con una struttura di costi fissi immediatamente attiva e con ricavi che, per definizione, arrivano dopo.
Ti affianchiamo dalla fattibilità economica alla scelta della sede, dalla pratica autorizzativa al piano di comunicazione pre-apertura.
Con un solo obiettivo: ridurre il più possibile la finestra in cui il tuo studio brucia liquidità senza produrre pazienti.
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Studio medico, ambulatorio, centro medico: tre cose diverse, e la differenza ti cambia i costi (e gli obblighi)

Differenza tra studio medico, ambulatorio e centro medico

È la prima domanda da cui parte ogni nostra consulenza, e quasi sempre è quella a cui i professionisti rispondono con più leggerezza: cosa vuoi aprire, esattamente?

Nel linguaggio comune "studio medico", "ambulatorio", "centro medico" e "poliambulatorio" vengono usati come sinonimi, ma nel linguaggio del diritto sanitario e della contabilità non lo sono affatto, e la differenza determina il costo dell'operazione, i tempi di apertura e persino la forma giuridica che potrai adottare.

Il criterio distintivo non è il tipo di prestazione che eroghi, e nemmeno il numero di stanze: è l'elemento organizzativo.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, con la sentenza n. 4428 del 2019, ha infatti chiarito senza ulteriori dubbi interpretativi che la distinzione tra studio professionale e struttura sanitaria si fonda sull'elemento organizzativo-strutturale, e non sulla tipologia di prestazioni erogate.

Nello studio professionale prevale l'elemento intellettuale del singolo professionista: la titolarità si identifica con il professionista stesso, l'accesso avviene su appuntamento, la struttura non è tecnicamente aperta al pubblico indeterminato.

Nella struttura sanitaria, invece, esiste un'organizzazione complessa e autonoma rispetto al professionista, con caratteri di impresa ai sensi dell'art. 2082 del Codice Civile: forma societaria, personale dipendente, apertura a un'utenza indeterminata.

Tradotto in termini economici, che è ciò che a te interessa davvero:

Una cosa importante, che spesso non viene considerata nella fase progettuale d'inizio attività: la scelta tra questi tre modelli non va fatta in base a quello che vorresti essere fra dieci anni, ma in base a quello che il tuo piano finanziario e di sviluppo sostiene nei primi ventiquattro mesi.

È una delle prime cose che dovrebbero essere analizzate, e che rientra nella fase che noi chiamiamo audit.

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Attenzione a un equivoco molto diffuso: "più grande" non significa "più redditizio".

Un poliambulatorio sottodimensionato nella domanda ha una struttura di costi fissi che uno studio professionale non ha: direzione sanitaria, personale di segreteria, superfici maggiori, adempimenti, manutenzioni programmate.

Se il bacino d'utenza non regge quei costi, la struttura più grande perde denaro più velocemente di quanto uno studio piccolo ne perderebbe mai.

Nella nostra esperienza, il passaggio da studio ad ambulatorio ha senso economico quando è la domanda già esistente a saturare l'agenda del titolare, non quando è il titolare a sperare che la struttura nuova generi domanda.

E lo studio odontoiatrico?
Perché ha una disciplina tutta sua?

Apertura di uno studio odontoiatrico e disciplina specifica

L'Odontoiatria è, in Italia, il settore sanitario privato con la più alta densità competitiva e con la disciplina societaria più specifica: non puoi trattarla come una qualsiasi altra branca specialistica dunque, perché ha regole e mercato del tutto scollegato rispetto ad altri settori sanitari.

L'art. 1, commi 153, 154 e 155, della Legge 4 agosto 2017, n. 124 ("legge annuale per il mercato e la concorrenza") stabilisce, in sintesi, tre principi che pesano moltissimo sull'assetto di una nuova apertura:

Quel comma 155 è, dal punto di vista gestionale, uno dei vincoli economici più sottovalutati in assoluto nei progetti di apertura multi-sede: se stai pianificando due sedi, cosa comune ad esempio nel caso di una catena odontoiatrica, non puoi contare sullo stesso Direttore Sanitario per entrambe.

Questo è un costo di struttura aggiuntivo che va messo a bilancio dal primo giorno, non scoperto al momento della pratica.

C'è poi la questione della struttura polispecialistica: quando in un centro medico è presente un ambulatorio odontoiatrico e il Direttore Sanitario della struttura non possiede i requisiti per l'esercizio dell'attività odontoiatrica, la normativa impone la nomina di una figura dotata dei requisiti richiesti per quel servizio.

Se stai progettando un poliambulatorio con una poltrona odontoiatrica "in più", sappi che quella poltrona porta con sé un intero assetto di direzione sanitaria dedicato.

Va valutato prima, con i numeri alla mano e un'analisi di mercato specifica: in molti casi che abbiamo seguito, la marginalità attesa di quella singola poltrona non copriva il costo di direzione che imponeva.

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Il quadro normativo nazionale: autorizzazione alla realizzazione e autorizzazione all'esercizio

Autorizzazione sanitaria per l'apertura di un ambulatorio

La cornice nazionale che regola l'apertura di un'attività sanitaria è il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e in particolare il suo articolo 8-ter, rubricato "Autorizzazioni alla realizzazione di strutture e all'esercizio di attività sanitarie e sociosanitarie".

Il principio del comma 1 è che la realizzazione di strutture e l'esercizio di attività sanitarie sono subordinate ad autorizzazione.

Sono quindi due autorizzazioni distinte, in due momenti diversi:

La distinzione non è formale, è finanziaria: fra la prima e la seconda passa il tempo dei lavori, delle forniture e dei collaudi, e in quel tempo tu paghi già il canone di locazione, gli interessi sul finanziamento e i professionisti tecnici, ma non incassi nulla.

È qui che il piano di cassa di una nuova apertura viene generalmente aggredito, e che dovrebbe essere tenuto in debita cura durante il piano generale di sviluppo.

Il comma 2 dell'art. 8-ter è la norma che riguarda direttamente moltissimi studi professionali: l'autorizzazione all'esercizio di attività sanitarie è richiesta anche per gli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente.

Detto in modo concreto: anche uno studio professionale, se attrezzato in un certo modo, entra nel regime autorizzatorio.

Non è la targa sulla porta a decidere, ma quello che c'è dentro e come è organizzato, nonché le prestazioni che s'intendono eseguire.

Al Decreto Legislativo 30 dicembre 1992 si affianca poi il D.P.R. 14 gennaio 1997, che approva l'atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano in materia di requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l'esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private.

È il testo che ha fissato l'impianto minimo comune su cui le Regioni hanno poi costruito le proprie discipline di dettaglio.

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Una precisazione doverosa, e la facciamo volentieri.

Questa pagina ha finalità informative ed economico-organizzative. Il quadro autorizzativo sanitario italiano è a competenza concorrente: lo Stato fissa i principi, le Regioni disciplinano le procedure, e l'attuazione concreta passa spesso da delibere regionali e da regolamenti dei singoli enti competenti sul territorio.

Questo significa che nessuna guida generale può sostituire la verifica puntuale presso l'ASL, l'ATS o l'AUSL territorialmente competente e presso il Comune, né la consulenza di un tecnico abilitato per la parte edilizia e impiantistica e di un legale per la parte societaria.

Quello che facciamo noi è coordinare il progetto e impedire che le decisioni economiche vengano prese prima di aver verificato i vincoli. Non ci sostituiamo a nessuna di quelle figure: le mettiamo nell'ordine giusto.

Dove aprire la tua attività sanitaria: la stessa struttura non pesa allo stesso modo in tutte le regioni

Differenze regionali nell'apertura di strutture sanitarie private

Questo è il punto che sorprende di più i professionisti che ci contattano: la stessa identica struttura, con la stessa dotazione e lo stesso organico, ha percorsi autorizzativi, tempi e interlocutori diversi a seconda della regione in cui la apri.

Cambia chi rilascia l'autorizzazione, cambia se serve un provvedimento espresso o basta una comunicazione, cambiano i tempi.

E i tempi, per chi ha già firmato un contratto di locazione, sono denaro puro.

Vediamo quattro regioni fra le più rappresentative, a titolo di esempio di quanto il quadro sia disomogeneo.

Lombardia

La disciplina di riferimento è la Legge Regionale 30 dicembre 2009, n. 33, "Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità", il cui assetto istituzionale è stato profondamente modificato dalla Legge Regionale 11 agosto 2015, n. 23 ("Evoluzione del sistema sociosanitario lombardo"), che ha sostituito le ASL con le ATS e le Aziende Ospedaliere con le ASST.

L'interlocutore territoriale è quindi l'ATS competente, e per gli studi professionali sanitari il riferimento applicativo tuttora richiamato dalle ATS lombarde è la D.G.R. VII/5724 del 27 luglio 2001, relativa fra l'altro ai requisiti degli studi professionali, dell'attività odontoiatrica e della chirurgia ambulatoriale.

Per lo studio professionale sanitario la Lombardia non richiede un provvedimento autorizzativo espresso, e non richiede nemmeno la SCIA prevista dalla L.R. 33/2009: è sufficiente una comunicazione di inizio attività, da presentare all'ATS territorialmente competente prima dell'avvio dell'attività.

La comunicazione si trasmette per via telematica, tramite posta elettronica certificata al protocollo dell'ATS (alcune agenzie ammettono in alternativa la consegna a mano su appuntamento), allegando la modulistica pubblicata dalla singola ATS con le autodichiarazioni sui requisiti igienico-ambientali, strutturali, impiantistici e di sicurezza, e con il versamento dei diritti sanitari tramite PagoPA (ove previsto, non è comune a tutte le province).

Il presupposto sostanziale resta quello fissato dalla D.G.R. VII/5724 del 27 luglio 2001: lo studio professionale è l'attività in cui l'opera del singolo professionista sanitario prevale sull'aspetto organizzativo.

È, in assoluto, il percorso più rapido e meno oneroso previsto in Lombardia: l'attività può iniziare senza attendere un provvedimento, e l'ATS svolge le proprie verifiche successivamente, nei termini che ciascuna agenzia pubblica (ATS Brianza, ad esempio, indica trenta giorni dalla data di protocollo).

Due avvertenze, però, che dal punto di vista economico contano moltissimo.

La prima: modulistica, tariffe dei diritti sanitari e tempi di verifica sono pubblicati dalle singole ATS e non sono identici su tutto il territorio regionale, quindi il riferimento operativo è sempre la pagina dell'ATS in cui lo studio deve aprire.

La seconda, e più importante: questo percorso semplificato vale finché l'attività resta nel perimetro dello studio professionale.

Nel momento in cui la struttura assume un assetto organizzativo autonomo, oppure viene attrezzata per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale o procedure di particolare complessità o rischiose per la sicurezza del paziente, si rientra nel regime autorizzatorio pieno dell'art. 8-ter del D.Lgs. 502/1992, con tempi e costi di un altro ordine di grandezza.

Anche in questo caso, questa è una soglia che va valutata in fase di progetto, non scoperta a lavori finiti.

Lazio

La legge di riferimento è la Legge Regionale 3 marzo 2003, n. 4, "Norme in materia di autorizzazione alla realizzazione di strutture e all'esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie, di accreditamento istituzionale e di accordi contrattuali", attuata dal Regolamento Regionale 6 novembre 2019, n. 20, che ha riorganizzato l'intera materia sostituendo i precedenti regolamenti del 2007.

Per gli studi professionali ( individuali, associati, in forma di società tra professionisti) il Lazio ha adottato il modello della Comunicazione di Inizio Attività (CIA) telematica, disciplinata dalla D.G.R. 447/2015 e successivamente aggiornata dalla D.G.R. 1247/2025, che funziona sulla falsariga di quello adottato dalla Lombardia.

Gli ambulatori veri e propri, con organizzazione sanitaria unitaria e coordinamento di personale, restano invece soggetti ad autorizzazione espressa.

Veneto

Il riferimento è la Legge Regionale 16 agosto 2002, n. 22, "Autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali", modificata dalla Legge Regionale 1/2020, che ha attribuito le funzioni di autorizzazione e accreditamento ad Azienda Zero, l'ente sanitario regionale dedicato.

Sul piano dei requisiti, il Veneto ha adottato la D.G.R. 741 dell'8 luglio 2025, dedicata ai requisiti minimi generali di autorizzazione all'esercizio per la tipologia "Ambulatorio".

È un esempio di quanto la materia sia in movimento: chi progettava un ambulatorio veneto nel 2024 ha lavorato su un quadro che nel 2025 è stato aggiornato.

Sul piano operativo, però, il Veneto merita un'avvertenza in più rispetto alle altre regioni: non è pubblicata a livello regionale una procedura semplificata unitaria dedicata allo studio professionale sanitario, paragonabile alla comunicazione lombarda o alla Comunicazione di Inizio Attività laziale.

Il sistema regionale è costruito attorno ai tre procedimenti della L.R. 22/2002 (autorizzazione alla realizzazione, autorizzazione all'esercizio, accreditamento istituzionale) e la modulistica per l'autorizzazione all'esercizio fa capo alla struttura dedicata di Azienda Zero.

La conseguenza pratica, per chi apre in Veneto, è che la domanda decisiva si sposta a monte: non "quale modulo devo presentare", ma "il mio studio ricade o no nel comma 2 dell'art. 8-ter?".

In altre parole: è attrezzato per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, oppure procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente?

Se la risposta è sì, non si è più nel perimetro dello studio professionale: si sta parlando di una struttura soggetta ad autorizzazione all'esercizio, con i requisiti generali fissati per gli ambulatori dalla D.G.R. 741 dell'8 luglio 2025 e con i tempi e i costi che ne conseguono.

Ed è un confine che in Odontoiatria, dove molte prestazioni ordinarie hanno natura invasiva, la giurisprudenza amministrativa ha letto in senso ampio.

Il nostro consiglio operativo per il Veneto è quindi netto, e lo diamo sistematicamente ai clienti: prima ancora di scegliere l'immobile, va richiesto un confronto preliminare con l'AULSS territorialmente competente per far qualificare la tipologia di attività che intendi svolgere.

Scoprire a lavori finiti che lo "studio" è per la Regione un "ambulatorio" significa rifare il progetto, non correggere un modulo.

Emilia-Romagna

La disciplina attuale è la Legge Regionale 6 novembre 2019, n. 22, "Nuove norme in materia di autorizzazione ed accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private", che ha abrogato espressamente la precedente Legge Regionale 34/1998.

Qui l'assetto è particolarmente interessante dal punto di vista procedurale: l'autorizzazione all'esercizio delle strutture sanitarie è rilasciata dal Comune, previo parere del Dipartimento di sanità pubblica dell'Azienda USL.

La legge regionale distingue poi fra le strutture soggette ad autorizzazione all'esercizio e quelle soggette al più leggero obbligo di comunicazione di svolgimento di attività sanitaria, con il dettaglio delle tipologie rimesso alla D.G.R. n. 1919 del 13 novembre 2023.

La stessa legge regionale richiama espressamente, per la fase di autorizzazione alla realizzazione, quanto stabilito dall'articolo 8-ter, comma 3, del decreto legislativo n. 502 del 1992, cioè la verifica di compatibilità del progetto rispetto al fabbisogno complessivo e alla localizzazione territoriale delle strutture presenti.

Ed è proprio quest'ultimo il punto che, dal punto di vista imprenditoriale, può fermare un progetto altrimenti perfetto: in alcune regioni, e per alcune tipologie di struttura, non basta che la struttura che si vuole aprire sia in regola con i requisiti, ma occorre anche che detta struttura sia compatibile con il fabbisogno programmato dalla Regione in quel territorio.

I consigli per il tuo studio medico

Cosa devi portare a casa da questo paragrafo, in termini pratici?

Primo (che vale per tutti): l'ente che rilascia l'autorizzazione non è lo stesso ovunque.

Può essere il Comune (Emilia-Romagna, Lazio per la parte edilizia), l'ATS (Lombardia), un ente regionale dedicato come Azienda Zero (Veneto).

Secondo: esistono due regimi diversi (autorizzazione espressa per le strutture organizzate, comunicazione o SCIA per gli studi professionali semplici) e la collocazione del tuo progetto nell'uno o nell'altro cambia i tempi di apertura di mesi.

Terzo: i riferimenti si aggiornano, e lo fanno costantemente, in maniera disomogenea da regione a regione.

Le delibere regionali sui requisiti vengono riviste con una certa frequenza, e prima di tradurre qualsiasi ipotesi in un contratto di locazione o in un ordine di forniture, il quadro va verificato alla data in cui presenti la pratica, presso l'ente competente per il tuo territorio.

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Accreditamento istituzionale e accordi contrattuali: ti conviene davvero?

Molti progetti nascono con l'idea, spesso data per scontata, di lavorare con il Servizio Sanitario Nazionale, in regime di accreditamento.

È una scelta strategica, non una formalità, e va decisa con i numeri.

Il percorso, nel disegno del D.Lgs. 502/1992, si articola in tre livelli successivi e distinti:

Il passaggio che quasi nessuno considera per tempo è il terzo: essere accreditati non significa avere un contratto, e non significa avere volumi.

L'accreditamento è dunque una condizione che può essere necessaria, ma non sufficiente a garantire la sussistenza dell'attività.

Dal punto di vista economico, la scelta va misurata su tre variabili:

La nostra posizione, maturata su molti progetti reali, è semplice: l'accreditamento è una scelta di modello industriale.

Ha senso se il tuo progetto è costruito su volumi, protocolli e saturazione degli spazi, ma ha molto meno senso se il tuo progetto è costruito sulla specializzazione e sulla relazione, dove il valore lo fa la competenza percepita e non il numero di prestazioni.

E c'è un errore che vediamo ripetersi: progettare la struttura per il privato e poi "provare anche l'accreditamento", ritrovandosi con una struttura che non è ottimizzata né per l'uno né per l'altro modello.

Le due strade si decidono prima del progetto esecutivo, non dopo.

La scelta della sede: bacino d'utenza, accessibilità, destinazione d'uso

La sede è, insieme alla forma della struttura, la decisione più irreversibile di tutto il progetto.

Un errore di posizionamento tariffario si corregge in qualche mese, ma un errore di sede lo si porta dietro per la durata del contratto di locazione, spesso sei anni più sei.

Ecco cosa va nalaizzato, in ordine, prima di considerare papabile o meno una sede:

Il bacino d'utenza reale, non quello teorico

Non conta quante persone vivono nel raggio di tre chilometri: conta quante persone, in quel raggio, hanno un bisogno compatibile con la specializzazione dell'ambulatorio e una capacità di spesa compatibile con il suo tariffario.

Ad esempio, una zona densamente popolata ma con reddito medio basso è un pessimo bacino per l'Implantologia complessa e un ottimo bacino per l'Odontoiatria conservativa ad alta rotazione.

Sono due strutture diverse, con due piani economici diversi.

La concorrenza già insediata, e la sua saturazione

Qui si applica la logica delle Aree Strategiche d'Affari: non ci interessa "quanti dentisti ci sono in zona", ci interessa quali segmenti specialistici, in relazione al settore di mercato, sono saturi e quali no.

Aprire in una zona con venti concorrenti generalisti e nessuno specializzato nell'ambito d'interesse dell'attività è, quasi sempre, una condizione migliore che aprire in una zona con cinque concorrenti tutti specializzati esattamente come te.

È il principio che in letteratura manageriale viene chiamato ricerca di segmenti a bassa saturazione competitiva, e che nella nostra esperienza operativa è la singola variabile più predittiva del costo di acquisizione dei pazienti che ti aspetta.

Accessibilità e visibilità fisica

Parcheggio, mezzi pubblici, piano dell'immobile, presenza di ascensore, accessibilità per persone con disabilità motoria, possibilità di installare insegne conformi. Sono voci che sembrano minori e che invece incidono direttamente sul tasso di conversione da contatto a prima visita, e sul tasso di abbandono dei richiami.

Destinazione d'uso e fattibilità edilizia

Questo è il punto in cui muoiono più progetti, ed è quello su cui insistiamo sempre prima della firma: l'immobile deve avere una destinazione d'uso compatibile con l'attività sanitaria che si vuole svolgere, e deve essere tecnicamente adattabile ai requisiti strutturali e impiantistici richiesti.

Il nostro consiglio operativo è sempre lo stesso, e vale come regola generale: nessuna firma su un contratto di locazione o su un preliminare di acquisto prima di una verifica tecnica di fattibilità condotta da un professionista abilitato e prima di un confronto preliminare con l'ente competente.

Il costo di quella verifica è irrisorio rispetto al costo di un immobile inadeguato.

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I requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi: cosa deve prevedere il progetto?

Il D.P.R. 14 gennaio 1997 organizza i requisiti minimi in tre famiglie, ed è utile tenerle distinte perché impattano su tre voci di bilancio diverse.

Per l'assistenza specialistica ambulatoriale, il D.P.R. richiede in particolare che siano garantiti:

Sul piano organizzativo, lo stesso atto prevede che durante lo svolgimento dell'attività ambulatoriale sia prevista la presenza di almeno un ;edico, indicato quale responsabile delle attività cliniche svolte nell'ambulatorio.

Quest'ultima riga andrebbe letta con occhi da imprenditore, non da clinico: è un vincolo di presenza, e non è negoziabile.

Significa che le ore di apertura della struttura non sono liberamente espandibili, perché ogni ora di apertura richiede una copertura.

E l'orario di apertura è una variabile di costo, non una variabile di marketing.

Attenzione, però: quelli del D.P.R. 1997 sono requisiti minimi di indirizzo nazionale.

Anche in questo caso, le regioni hanno adottato discipline proprie, spesso più dettagliate e più esigenti, e sono quelle regionali le norme su cui verrà effettivamente verificata la tua struttura.

È un altro dei motivi per cui il progetto tecnico va impostato dopo, e non prima, la verifica del quadro regionale applicabile.

Forma giuridica, governance e direzione sanitaria: chi è il titolare della struttura sanitaria e chi risponde in caso di problemi?

La forma giuridica dell'attività sanitaria non è una scelta fiscale: è una scelta di modello economico, e determina cosa può fare della struttura negli anni successivi.

Sulla direzione sanitaria vale la pena spendere qualche riga in più, perché è una figura che i progetti sottovalutano quasi sistematicamente.

Nelle discipline regionali che abbiamo esaminato, l'indicazione del Direttore o Responsabile sanitario è un elemento costitutivo dell'atto autorizzativo: nel Lazio il regolamento regionale 20/2019 prevede che l'atto di autorizzazione indichi le generalità del direttore o responsabile sanitario.

In Emilia-Romagna la L.R. 22/2019 prevede che l'atto indichi "il nominativo del Direttore Sanitario o del Responsabile della struttura sanitaria ove previsto".

Sul piano economico, questo si traduce in tre conseguenze molto concrete:

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Il business plan del nuovo ambulatorio: i numeri che ti servono prima di firmare

Business plan per l'apertura di un nuovo ambulatorio

Qui arriviamo al cuore del nostro lavoro, che va attenzionato con particolare cura.

Un business plan non è un documento per la banca: è lo strumento con cui decidi se il progetto va fatto oppure no.

E la funzione più preziosa di un business plan serio non è dimostrare che il progetto funziona:è scoprire, prima di spendere, che così com'è non funziona, e avere ancora il tempo di cambiarlo.

Un piano completo per una nuova struttura sanitaria si compone, nel nostro metodo, di sei blocchi:

1. Analisi di mercato e definizione delle Aree Strategiche d'Affari

Quali prestazioni erogherai, a quale segmento, in quale bacino, con quale posizionamento di prezzo e contro quale concorrenza.

Senza questo blocco, tutti i numeri successivi sono inventati, perché non hanno una base di domanda.

2. Piano degli investimenti

Lavori edilizi e impiantistici, arredi, apparecchiature elettromedicali, informatica e gestionale, allestimenti, insegne, spese tecniche e professionali, oneri autorizzativi.

Ogni voce con il suo piano di ammortamento, perché quella è la quota che peserà ogni anno sul conto economico.

3. Struttura dei costi fissi

Canone di locazione, utenze, personale di segreteria e assistenza, direzione sanitaria, assicurazioni professionali e di struttura, manutenzioni programmate, smaltimenti, consulenze, software gestionale, adempimenti in materia di sicurezza e di protezione dei dati.

È il numero più importante di tutto il piano, perché è la soglia che il tuo fatturato deve superare ogni singolo mese, indipendentemente da quanti pazienti entrano.

4. Struttura dei costi variabili e marginalità per prestazione

Materiali di consumo, dispositivi, laboratorio esterno, compensi dei collaboratori legati alla produzione.

Da qui si ricava il margine di contribuzione di ciascuna prestazione, che è il dato su cui poi si costruisce l'intera strategia di agenda e di comunicazione.

Applicando il Principio di Pareto, quasi sempre scopriamo che una quota ristretta di prestazioni genera la maggior parte del margine: quelle dunque sono le prestazioni su cui va concentrata la comunicazione, e non quelle che il titolare preferisce fare.

5. Piano dei ricavi con curva di riempimento realistica

Ed è qui che si consuma il vero autoinganno di quasi tutti i piani di apertura che ci vengono sottoposti: la curva dei ricavi viene disegnata come se la struttura, dal secondo o terzo mese, lavorasse a regime.

Non succede, solitamente: non è mai successo in nessuno dei progetti che abbiamo seguito, se non nei casi (e sono casi precisi e ben delimitati) in cui la domanda era stata costruita prima dell'apertura.

Ci arriviamo fra poco, perché è il cuore di questa pagina.

6. Piano finanziario e di cassa

Fonti di copertura (mezzi propri, finanziamento bancario, eventuali strumenti agevolativi), piano di rimborso, e soprattutto il piano di cassa mese per mese, che è la sola cosa che ti dice se sopravvivi.

Un progetto può essere economicamente valido e finanziariamente mortale: redditizio sulla carta al terzo anno, ma incapace di pagare gli stipendi al settimo mese.

La distinzione fra crisi economica e crisi finanziaria non è accademica: è la ragione per cui chiudono strutture che avevano un buon progetto.

Il capitale circolante: l'errore che uccide più aperture di qualunque altro

Se dovessimo indicare un solo errore come il più letale nell'apertura di una nuova struttura sanitaria, non avremmo dubbi: finanziare l'investimento e dimenticare il capitale circolante.

Il ragionamento tipico è: "ho calcolato che mi servono X per i lavori e le attrezzature, ho ottenuto X, sono a posto".

No, non sei a posto.

Perché fra il momento in cui i costi fissi partono e il momento in cui i ricavi coprono quei costi fissi, c'è una finestra (che nella nostra esperienza, per una struttura che parte da zero senza pazienti pregressi e senza comunicazione anticipata, si misura in trimestri, non in settimane) durante la quale la struttura consuma liquidità ogni giorno.

Quella liquidità va prevista e finanziata insieme all'investimento, non chiesta in emergenza al settimo mese, quando la banca vede già un conto economico in perdita e le condizioni peggiorano drasticamente.

Sul fronte degli strumenti agevolativi, esistono misure nazionali dedicate alla nascita di nuove imprese: fra le principali, quella gestita da Invitalia come "ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero", rivolta a imprese a prevalente partecipazione giovanile o femminile, strutturata come combinazione di finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto.

Le condizioni di queste misure, però, cambiano nel tempo: la stessa misura ha visto esaurirsi la componente a fondo perduto per le domande presentate a partire dal 1° luglio 2026, restando disponibile il solo finanziamento agevolato.

Due avvertenze, che diamo sempre e volentieri: queste misure sono rivolte a imprese, il che le rende compatibili con alcune forme di struttura sanitaria e non con altre.

I requisiti vanno verificati alla data della domanda sul sito dell'ente gestore: costruire un piano finanziario dando per acquisita un'agevolazione è, di per sé, un errore di metodo.

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Conto economico previsionale e punto di pareggio: i due numeri da guardare ogni mese

Una volta costruito il piano, i numeri che devi tenere sotto controllo mese per mese sono sostanzialmente due.

Il primo è il break-even point: il livello di fatturato mensile che copre esattamente costi fissi e costi variabili.

È la linea sotto la quale ogni giorno di apertura ti costa denaro, e sopra la quale ogni prestazione aggiuntiva porta margine.

Il secondo è il tempo di raggiungimento del break-even: quanti mesi servono, dall'apertura, per arrivarci stabilmente.

Ed è questo il numero che determina quanto capitale circolante ti serve.

La relazione fra i due è diretta e brutale: ogni mese in più di avvicinamento al pareggio è un mese in più di perdita da finanziare.

Ed è precisamente qui (non nella normativa, non nell'arredo, non nella scelta del gestionale) che la comunicazione entra nel bilancio di un progetto di apertura.

Perché la comunicazione anticipata non è una voce di marketing: è lo strumento con cui accorci il tempo di raggiungimento del pareggio, e quindi riduci il fabbisogno finanziario complessivo del progetto.

Fisco, IVA e adempimenti: cosa incide davvero sui margini

Non entriamo nel merito della consulenza fiscale, che è materia del tuo commercialista.

Ma ci sono alcuni elementi strutturali che vanno conosciuti prima, perché condizionano il piano economico.

Il principale è il regime IVA: le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rientrano, alle condizioni previste, nel regime di esenzione IVA di cui all'art. 10, comma 1, n. 18, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

La conseguenza gestionale è tanto tecnica quanto pesante: l'IVA che paghi sui tuoi acquisti (lavori, arredi, apparecchiature elettromedicali, materiali) in regime di esenzione non è, in linea generale, detraibile.

Significa che l'investimento di apertura va valutato al lordo dell'IVA, e non al netto come farebbe un'impresa commerciale.

Su un investimento importante, questa sola differenza può valere una quota a due cifre percentuali del piano di investimento, e vederla comparire a consuntivo invece che a preventivo è uno degli shock più frequenti nelle aperture mal pianificate.

Accanto a questo, il piano dei costi fissi deve includere fin dal principio gli adempimenti obbligatori permanenti: sicurezza sui luoghi di lavoro, sorveglianza sanitaria, formazione del personale, gestione dei rifiuti sanitari, conformità in materia di protezione dei dati personali, assicurazione della responsabilità professionale e di struttura, manutenzioni e verifiche periodiche delle apparecchiature.

Sono costi certi, ricorrenti e non comprimibili.

Ometterli dal piano non li fa sparire: li fa arrivare a sorpresa, spesso a cassa scoperta.

Il cronoprogramma reale: perché si comincia mesi prima

Se hai letto fino a qui, avrai capito che l'apertura di una nuova struttura sanitaria non è un pulsante "ON/OFF", che puoi premere quando vuoi.

È piuttosto un percorso intricato (anche per via delle frammentate leggi regionali), che richiede azioni coordinate in sequenza.

E questa è la sequenza che proponiamo ai nostri clienti, e che nella pratica ha una durata compresa fra i dodici e i diciotto mesi a seconda della complessità della struttura e della regione:

Ora faresti bene a rileggere la quarta riga: la costruzione della presenza digitale non sta dopo l'apertura: sta in parallelo ai lavori.

E la ragione non è di gusto, è quantitativa.

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Perché la comunicazione deve partire prima, molto prima dell'apertura

Comunicazione anticipata prima dell'apertura di uno studio medico

C'è una convinzione diffusa, e profondamente sbagliata, secondo cui la comunicazione di una nuova struttura vada avviata quando la struttura è pronta.

È sbagliata per una ragione tecnica molto semplice: i canali che producono pazienti a costo marginale decrescente non sono attivabili a comando, ma hanno bisogno di tempo.

Distinguiamo i due tipi di canale, perché la differenza è tutta qui.

I canali a pagamento: Google Ads, Meta Ads si attivano in pochi giorni e si spengono altrettanto rapidamente.

Producono contatti finché paghi, e smettono nel momento esatto in cui smetti di pagare.

Sono uno strumento di spinta, indispensabile, ma è affitto: non accumuli nulla.

I canali organici (posizionamento sui motori di ricerca, contenuti clinici autorevoli, profilo di attività locale, reputazione) hanno un tempo di maturazione lungo, che si misura in anni, non in mesi.

Ma quello che costruiscono resta, e continua a produrre contatti anche quando non stai investendo.

Ecco il punto economico: se cominci a costruire il patrimonio organico il giorno dell'apertura, la fase in cui la tua struttura ha il massimo bisogno di pazienti (i primi diciotto mesi, quelli in cui i costi fissi corrono e il pareggio è lontano) è esattamente la fase in cui il tuo unico canale disponibile è quello a pagamento, cioè il più caro per contatto acquisito.

Stai finanziando la fase più costosa della tua vita imprenditoriale con lo strumento più costoso a disposizione.

Se invece cominci dodici o diciotto mesi prima, all'apertura arrivi con:

La differenza tra queste due situazioni non è una sfumatura di marketing: è la differenza tra raggiungere il pareggio al mese 10 o al mese 22.

Ed è, in termini finanziari, la differenza tra un fabbisogno di capitale circolante sostenibile e uno che ti costringe a rifinanziarti in condizioni sfavorevoli.

I consigli per il tuo studio medico

Una precisazione deontologica, che per noi non è un dettaglio:comunicare prima dell'apertura non significa fare campagne promozionali aggressive.

Significa costruire, per tempo, informazione sanitaria corretta e verificabile, che è cosa diversa e assai più solida.

Le comunicazioni informative sanitarie sono disciplinate dall'art. 1, comma 525, della Legge 30 dicembre 2018, n. 145, che consente unicamente le informazioni funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari, escluso qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo.

Il successivo comma 536 prevede che, in caso di violazione, gli ordini professionali territoriali procedano in via disciplinare e segnalino le violazioni all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Il quadro attuale nasce da un percorso lungo: la Legge 5 febbraio 1992, n. 175 disciplinava rigidamente la pubblicità sanitaria; il D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito nella Legge 4 agosto 2006, n. 248 (il cosiddetto "decreto Bersani"), ne ha abrogato una parte, eliminando in particolare la procedura autorizzativa preventiva.

Da lì è nato lo spazio in cui operiamo dal 2006.

Detto senza giri di parole: la comunicazione anticipata che funziona è quella informativa, non quella promozionale.

E questo, prima ancora che un obbligo, è la ragione per cui funziona.

Le evidenze: cosa dimostra il nostro studio longitudinale su Dental Cadmos

Quanto detto fino ad adesso non è una nostra opinione, e non lo abbiamo scritto per costruire una vetrina fine a sé stessa.

Lo abbiamo misurato, per cinquantaquattro mesi, e lo abbiamo sottoposto alla comunità scientifica.

Lo studio "Efficacia del Digital Marketing Sanitario nei Processi di Scalabilità degli Studi Odontoiatrici: studio longitudinale osservazionale su caso singolo (2021–2026)", a firma del dott. Giorgio Fiorini, documenta con dati reali il comportamento di una strategia integrata di marketing sanitario applicata a uno studio odontoiatrico milanese specializzato in Parodontologia, nel quinquennio settembre 2021 – marzo 2026.

Il dato che qui ci interessa non è il risultato finale, per quanto rilevante: è la forma della curva.

Ora traduciamo tutto questo nella domanda che interessa a chi sta aprendo: quanto tempo ci vuole perché quel patrimonio organico esista?

La risposta che i dati danno è: anni.

E questo significa che, se apri oggi e cominci oggi a costruirlo, quel patrimonio ti arriverà in soccorso quando la fase critica sarà già passata, nel bene o nel male.

Non solo, però: lo studio documenta che il vero fulcro della strategia non è stato l'investimento pubblicitario in sé, bensì la qualità della comunicazione sanitaria che ne ha costituito il contenuto: circa 60 articoli clinici autorevoli, deontologicamente conformi e scritti in linguaggio accessibile al paziente non specialista, hanno svolto una funzione duplice, poiché hanno generato il posizionamento organico e hanno operato come strumento di educazione sanitaria.

Il contenuto sanitario di qualità è, in altre parole, un asset patrimoniale che si costruisce nel tempo.

E come ogni asset che si costruisce nel tempo, il momento migliore per iniziare a costruirlo è sempre il più presto possibile.

Va detto con altrettanta chiarezza (e lo studio stesso lo dichiara nei suoi limiti) che si tratta di un disegno osservazionale su caso singolo, con condizioni strutturali favorevoli e senza gruppo di controllo: la generalizzabilità richiede validazione su campioni più ampi.

Non ti stiamo vendendo una garanzia di risultato, e diffidiamo apertamente di chi lo fa.

Ti stiamo mostrando una dinamica temporale documentata, che è esattamente ciò che serve a chi deve decidere quando iniziare.

Puoi approfondire lo studio nella nostra sezione dedicata alle pubblicazioni scientifiche.

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Quanto costa partire tardi: come si quantifica il ritardo comunicativo

Ai nostri clienti proponiamo sempre un esercizio che chiamiamo, senza troppa fantasia, "il costo del silenzio".

Si costruisce così, con i numeri del tuo progetto e non con numeri generici:

Nella grande maggioranza dei progetti che abbiamo analizzato, la differenza fra i due scenari supera ampiamente il costo del piano di comunicazione anticipata.

E non perché la comunicazione faccia magie, ma per una ragione aritmetica: il costo fisso mensile di una struttura sanitaria è alto, e ogni mese risparmiato vale molto.

C'è poi un secondo effetto, meno immediato ma altrettanto reale: il tasso di conversione del contatto migliora quando arriva non nuovo.

Un paziente che ha già incrociato i tuoi contenuti, che ha già visto il tuo nome associato a informazione clinica corretta, che ha già una percezione di competenza, ti sceglie con meno esitazione e negozia meno sul prezzo, perché sta scegliendo un professionista di cui ha già una rappresentazione.

Al contrario, aprire nel silenzio significa presentarsi al mercato come uno sconosciuto che chiede fiducia in un settore dove la fiducia è la variabile decisiva.

È la condizione competitiva peggiore possibile, ed è quella che ti costringe a competere sul prezzo, cioè sull'unica leva che una struttura nuova, con ammortamenti pieni, non può permettersi di usare.

Come lavoriamo noi: il supporto completo all'apertura del tuo ambulatorio

Il nostro non è un servizio di marketing appiccicato a un progetto altrui.

È un affiancamento economico-gestionale che parte dalla fattibilità e arriva all'apertura, integrando in un'unica regia le tre dimensioni che, gestite separatamente, si ostacolano a vicenda: quella burocratica, quella economico-logistica e quella comunicativa.

Ecco, concretamente, cosa facciamo:

Analisi di fattibilità e posizionamento

Studio del bacino d'utenza, mappatura della concorrenza per segmento specialistico, individuazione delle Aree Strategiche d'Affari a maggiore potenziale e a minore saturazione, definizione del posizionamento e del tariffario coerente con la capacità di spesa reale del bacino.

Coordinamento del percorso autorizzativo

Non ci sostituiamo al tecnico progettista né al legale: li coordiniamo, e teniamo il cronoprogramma.

Verifichiamo il quadro regionale applicabile, identifichiamo gli enti competenti, costruiamo la sequenza corretta delle pratiche e ne sorvegliamo i tempi, perché ogni settimana di slittamento è una settimana di costi fissi senza ricavi.

Business plan, piano finanziario e piano di cassa

Costruzione del piano di business completo, con analisi di sensibilità sugli scenari e determinazione del fabbisogno di capitale circolante.

È il documento che ti serve per la banca, ma soprattutto è il documento che ti serve per decidere.

Progettazione della struttura come organizzazione

Layout funzionale degli spazi in rapporto ai flussi di pazienti, dimensionamento dell'organico, definizione dei ruoli, procedure di segreteria, gestione dell'agenda e dei richiami, scelta e configurazione del gestionale, protocolli di accoglienza.

Costruzione della presenza digitale in fase pre-apertura

Ed è il punto su cui abbiamo una competenza che quasi nessun consulente gestionale possiede, perché è il nostro mestiere originario da quasi vent'anni: sito web con architettura orientata alla ricerca clinica, produzione di contenuti sanitari autorevoli e deontologicamente conformi, profilo di attività locale, identità visiva, configurazione degli strumenti di misurazione, impostazione delle campagne, raccolta contatti pre-apertura.

Il tutto in parallelo ai lavori, non dopo.

Controllo di gestione dei primi ventiquattro mesi

Perché il piano serve a poco se poi nessuno verifica ogni mese lo scostamento fra previsto e consuntivo.

Monitoriamo i KPI economici e quelli di acquisizione, e interveniamo quando lo scostamento è ancora correggibile, non quando è già diventato una crisi.

Questo è il punto in cui la nostra consulenza economica specialistica e la nostra esperienza di acquisizione pazienti smettono di essere due servizi separati e diventano un'unica cosa.

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Crescita di uno studio medico
Scalabilità di una struttura sanitaria

Aprire è la parte facile. Restare aperti è il mestiere.

Le strutture che chiudono nei primi tre anni raramente chiudono per motivi clinici.
Chiudono perché i costi fissi sono partiti prima della domanda, e perché nessuno aveva calcolato quanto sarebbe durata quella distanza.
Se stai valutando l'apertura di una nuova struttura, il momento giusto per parlarne è adesso: prima dell'immobile, prima dei preventivi, prima delle firme.
Dopo, si può ancora fare molto... Ma costa di più.
scopri di piÙ

I dieci errori più costosi nell'apertura di una nuova struttura sanitaria

Li elenchiamo in ordine di frequenza, sulla base dei progetti che ci sono passati davanti in quasi vent'anni di attività esclusiva nel settore sanitario.

  1. Firmare il contratto di locazione prima della verifica di fattibilità tecnica e autorizzativa.
    È l'errore numero uno, e produce i danni maggiori perché è irreversibile.
  2. Finanziare l'investimento e non il capitale circolante.
    Il progetto è coperto sulla carta e resta a secco al settimo mese.
  3. Scegliere la tipologia di struttura per ambizione anziché per sostenibilità.
    Il poliambulatorio che il bacino non regge perde denaro più in fretta di qualunque studio piccolo.
  4. Disegnare una curva di riempimento irrealistica.
    Nessuna struttura nuova va a regime in tre mesi partendo dal silenzio.
  5. Sottovalutare l'indetraibilità dell'IVA in regime di esenzione, valutando l'investimento al netto invece che al lordo.
  6. Dimenticare il costo permanente della direzione sanitaria, e in odontoiatria non considerare il vincolo di esclusività su una sola struttura.
  7. Iniziare la comunicazione all'apertura, ritrovandosi con il solo canale a pagamento nella fase di massimo fabbisogno.
  8. Confondere accreditamento e contratto, costruendo un piano di ricavi su volumi SSN che non sono ancora stati assegnati.
  9. Non definire per iscritto la governance fra soci nelle strutture associate o societarie: è l'origine della maggior parte delle crisi che ci troviamo poi a gestire.
  10. Non monitorare gli scostamenti mensili nei primi due anni, accorgendosi del problema quando è già diventato strutturale.

Nessuno di questi errori richiede genialità per essere evitato.

Richiede solo che qualcuno li ponga come domande prima, e non dopo.

Parliamone prima: il momento giusto è adesso

Se stai valutando l'apertura di un nuovo ambulatorio, di un centro medico o di un nuovo studio, la fase in cui possiamo esserti più utili è quella in cui non hai ancora deciso nulla di irreversibile.

Non ti promettiamo un'apertura senza problemi, perché non esiste: ti promettiamo però un metodo, numeri verificati e un cronoprogramma che tiene insieme burocrazia, economia e comunicazione, invece di lasciarle correre su binari separati che poi si scontrano.

Ti promettiamo, soprattutto, di dirti anche quando un progetto non ci convince.

È capitato, e capiterà ancora: fa parte del lavoro di chi fa consulenza economica sul serio, e ci ha fatto guadagnare la fiducia di molti dei nostri clienti più fedeli.

Contattaci per una prima sessione di analisi: ne uscirai con un quadro chiaro di cosa comporta davvero il progetto che hai in mente, e con l'ordine delle cose da fare.

FAQ (domande frequenti)

+ Qual è la differenza fra uno studio medico e un centro medico?
Il criterio distintivo è organizzativo, non legato al tipo di prestazione erogata.
Nello studio professionale prevale l'elemento intellettuale del singolo professionista, con cui si identifica la titolarità dell'attività.
Nella struttura sanitaria esiste invece un'organizzazione complessa e autonoma rispetto al professionista, con caratteri di impresa: forma societaria, personale dipendente, apertura a un'utenza indeterminata.
Questo criterio è stato affermato, fra le altre, dalla sentenza del TAR Lazio n. 4428 del 2019.
+ Serve sempre l'autorizzazione sanitaria per aprire uno studio medico?
Non sempre, ma più spesso di quanto si creda.
L'art. 8-ter, comma 2, del D.Lgs. 502/1992 prevede che l'autorizzazione all'esercizio sia richiesta anche per gli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie quando siano attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente.
Le procedure concrete sono poi disciplinate a livello regionale e vanno verificate presso l'ente competente per il proprio territorio.
+ Chi rilascia l'autorizzazione all'esercizio?
Dipende dalla regione: non esiste una risposta valida per tutta Italia.
In Emilia-Romagna, ad esempio, la L.R. 22/2019 prevede che l'autorizzazione all'esercizio delle strutture sanitarie sia rilasciata dal Comune, previo parere del Dipartimento di sanità pubblica dell'Azienda USL.
In Veneto le funzioni sono state attribuite ad Azienda Zero dalla L.R. 1/2020; in Lombardia l'interlocutore territoriale è l'ATS competente.
È uno dei motivi per cui il quadro va verificato sempre sulla regione in cui si apre.
+ Quanto tempo serve, realisticamente, per aprire un nuovo ambulatorio?
Nella nostra esperienza, fra i dodici e i diciotto mesi dalla fase di fattibilità all'apertura, a seconda della complessità della struttura, dell'entità dei lavori e della regione.
La variabile che allunga di più i tempi non sono i lavori, ma la sequenza delle pratiche autorizzative quando viene avviata in ritardo o in ordine sbagliato.
Ogni settimana di slittamento, per una struttura che ha già costi fissi attivi, è una settimana di perdita.
+ Uno studio odontoiatrico ha regole diverse dagli altri studi medici?
Sì, in particolare sul piano societario e della direzione sanitaria.
L'art. 1, commi 153-155, della L. 124/2017 stabilisce che l'esercizio dell'attività odontoiatrica sia consentito ai soggetti in possesso dei titoli abilitanti di cui alla L. 409/1985 e alle società operanti nel settore odontoiatrico le cui strutture siano dotate di un direttore sanitario iscritto all'albo degli odontoiatri.
Il comma 155 stabilisce inoltre che il direttore sanitario responsabile per i servizi odontoiatrici svolga tale funzione esclusivamente in una sola struttura: un vincolo che pesa in modo determinante sui progetti multi-sede.
+ Conviene richiedere l'accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale?
È una scelta di modello economico, da valutare con i numeri e da decidere prima del progetto esecutivo.
L'accreditamento comporta requisiti ulteriori rispetto a quelli autorizzativi, quindi costi organizzativi permanenti, e remunera le prestazioni a tariffario regionale, con ricavo unitario noto e generalmente inferiore a quello privato.
Va inoltre ricordato che l'accreditamento non equivale ad avere volumi: quelli dipendono dagli accordi contrattuali.
Ha senso per progetti costruiti su volumi ed efficienza di processo, molto meno per progetti costruiti sulla specializzazione.
+ Quanto capitale serve, oltre a quello per lavori e attrezzature?
Serve il capitale circolante necessario a coprire la distanza fra l'avvio dei costi fissi e il raggiungimento del pareggio.
Non esiste una cifra valida per tutti: si calcola moltiplicando il costo fisso mensile della struttura per il numero di mesi stimati fino al break-even, al netto dei ricavi progressivi previsti.
È l'errore di pianificazione più frequente e più letale: molti progetti finanziano l'investimento e non la fase di avviamento.
+ L'IVA sull'investimento si recupera?
In linea generale no, e va tenuto presente fin dal piano di investimento.
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rientrano, alle condizioni previste, nel regime di esenzione IVA di cui all'art. 10, comma 1, n. 18, del D.P.R. 633/1972.
Operando in regime di esenzione, l'IVA assolta sugli acquisti non è in linea generale detraibile: l'investimento va quindi valutato al lordo dell'imposta.
Il caso concreto va sempre verificato con il proprio consulente fiscale.
+ Quando devo iniziare a comunicare l'apertura del mio nuovo studio?
Molto prima dell'apertura: idealmente in parallelo all'avvio dei lavori, quindi da dodici a diciotto mesi prima.
La ragione è tecnica: i canali organici, che producono contatti a costo marginale decrescente, hanno tempi di maturazione che si misurano in anni, mentre i canali a pagamento producono contatti solo finché si paga.
Chi comincia a costruire il patrimonio organico il giorno dell'apertura affronta la fase di massimo fabbisogno di pazienti disponendo esclusivamente del canale più costoso.
+ Che tipo di comunicazione è consentita a una struttura sanitaria?
Le comunicazioni informative sanitarie sono disciplinate dall'art. 1, comma 525, della L. 145/2018, che consente unicamente le informazioni funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari, escludendo qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo.
Il comma 536 prevede che, in caso di violazione, gli ordini professionali territoriali procedano in via disciplinare e segnalino le violazioni all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
È il motivo per cui la strategia più efficace, oltre che l'unica conforme, è quella basata su informazione sanitaria corretta e verificabile.
+ Su cosa si basa la vostra affermazione che la comunicazione anticipata conviene?
Su dati raccolti e pubblicati: lo studio longitudinale osservazionale 2021-2026 condotto su uno studio odontoiatrico milanese documenta una crescita del CTR da valori inferiori all'1% a valori superiori all'11% nell'arco di quattro anni, oltre 2.296.000 impressioni organiche cumulate sulle prime sette pagine e un traffico non a pagamento pari al 42,3% delle sessioni.
La conclusione operativa è che il patrimonio organico richiede anni per formarsi: iniziare a costruirlo dopo l'apertura significa non averlo disponibile nella fase di maggiore fabbisogno.
Va precisato che si tratta di un disegno osservazionale su caso singolo, i cui risultati richiedono validazione su campioni più ampi.
+ In cosa consiste concretamente il vostro supporto all'apertura?
Copre tre dimensioni integrate: quella burocratica, quella economico-logistica e quella comunicativa.
Comprende analisi di fattibilità e posizionamento, coordinamento del percorso autorizzativo, business plan e piano finanziario con determinazione del fabbisogno di capitale circolante, progettazione organizzativa della struttura, costruzione della presenza digitale in fase pre-apertura e controllo di gestione dei primi ventiquattro mesi.
Non ci sostituiamo al tecnico progettista, al legale o al commercialista: coordiniamo il progetto e teniamo il cronoprogramma.
Articolo scritto da: Giorgio Fiorini
Il dott. Giorgio Fiorini è il fondatore di Promozione Medica, l'agenzia pubblicitaria con sede a Milano che si occupa esclusivamente del marketing sanitario per Medici Chirurghi ed Odontoiatri.
Laureato in Arti Visive (Vecchio Ordinamento) presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, si è perfezionato in Marketing Sanitario già dal 2006, anno in cui anche in Italia è stata permessa la comunicazione sanitaria.
Fautore del Lifelong Learning basato sull'aggiornamento accademico, è in possesso dei Master universitari di I livello in Digital Marketing e Social Media Management, Comunicazione d'Impresa e del Master universitaro di II livello in Direzione e Management delle Aziende Sanitarie (in corso di svolgimento), ed è laureando magistrale in Teorie della Comunicazione presso l'Università Telematica Internazionale Uninettuno.
In Promozione Medica, è l'esperto di Crisis Management, Search Engine Optimization, Persuasive Copywriting, Lead Generation, funneling e Search Engine Advertising.
Segreteria per medici chirurghi ed odontoiatri
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Formazione Accademica Continua, per un Lifelong Learning di qualità

Continua formazione accademica, per l'assoluta qualità della promozione sanitaria

Qui a Promozione Medica i titoli contano, ma non per un vezzo fine a sé stesso: perché li consideriamo importanti, parte del nostro continuo percorso di crescita, segno tangibile che c'impegnamo sempre per migliorarci, con la formazione accademica d'eccellenza.

Crediamo molto nel concetto di Lifelong Learning, e pensiamo che la continua formazione di livello terziario sia imprescindibile, specie in un settore, come quello della comunicazione sanitaria, spesso popolato da attori che non possono dimostrare nessun percorso accademico serio di formazione e ricerca.

Ecco perché il dott. Giorgio Fiorini, con tutti i suoi collaboratori, proprio nel concetto di 'formazione continua', impone (e si impone) il costante aggiornamento accademico, con un titolo specialistico conseguito ogni tre anni, proclamato solo da Università e istituti AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale) regolarmente riconosciuti dal MUR.

I Diplomi di Master, sia di I che di II livello, interenti ovviamente alla comunicazione, al marketing, al management e alla sanità (i settori in cui opera Promozione Medica), conseguiti dopo il giusto percorso di studi, sono una dimostrazione importante per i nostri clienti: significa che vogliamo sempre migliorarci, per distribuire informativa sanitaria di alto livello, riconosciuta a livello internazionale.

Una garanzia di qualità, di serietà, di impegno che possiamo dimostrare sempre, a garanzia del nostro operato.

Diploma Accademico di II livello
Diploma Accademico / Laurea Magistrale in Arti Visive

Master Universitario di I livello
Master Universitario di I livello in Digital Marketing e Social Media Management

Master Universitario di I livello
Master Universitario di I livello in Comunicazione d'impresa

Certificazione Graphic Visualizer
Master Universitario di II livello in Direzione e Management delle Aziende Sanitarie
Lifelong learning per la qualità continua dei servizi

Ci aggiorniamo sempre, per darti il miglior servizio possibile

Diploma Accademico di II livello magistrale
Diploma Accademico / Laurea Magistrale
Sia il dott. Giorgio Fiorini che tutti i dipendenti e collaboratori di Promozione Medica sono obbligatoriamente dotati di titolo terziario di secondo livello (Diploma Accademico di II livello / Laurea Magistrale, Vecchio Ordinamento o Ciclo Unico).
A Promozione Medica crediamo fortemente che la completa formazione accademica di secondo livello (o titolo di vecchio ordinamento equiparato) sia necessaria per completare appieno il percorso di studi terziario.
Nessuno dei nostri collaboratori è un laureato triennale, e richiediamo sempre la formazione completa di II livello per qualsiasi ipotesi di collaborazione.
Formazione continua con master universitari
Master Universitari Specialistici
In Promozione Medica, crediamo che la formazione accademica sia l'unica arma dotata di dignità ed efficacia che consente una fondamentale base preparatoria per qualsiasi attività professionale di alto livello.
Crediamo anche che le competenze personali vadano costantemente aggiornate con corsi universitari specialistici, che possono avere sola efficacia legale (nonché pratica) nell'istruzione superiore di un Master post-laurea, regolarmente riconosciuto dal MUR (Ministero dell'Università e della Ricerca).
Ecco perché il dott. Giorgio Fiorini ed i suoi collaboratori sono costantemente formati con Master specialistici obbligatori ogni 3 anni, in un'ottica di Lifelong Learning.
Qualifiche professionali sempre aggiornate
Certificazioni operative sempre aggiornate
Tutte le certificazioni del dott. Giorgio Fiorini e dei suoi collaboratori, ad esempio quelle di Google, Hubspot e quelle delle lingue straniere (come l'Inglese) sono costantemente aggiornate.
Quest'aggiornamento continuo è una garanzia di serietà, d'impegno e di qualità nella produzione dei contenuti, specie per le lavorazioni che richiedono specifiche competenze tecniche (come ad esempio la gestione di Google Ads e di Meta Business Suite).
In Promozione Medica non rimaniamo mai indietro, ma ci evolviamo come si evolve costantemente un mercato competitivo, quello del Digital Marketing.
Qualifiche professionali attinenti ed aggiornate all'attività sanitaria
Qualifiche professionali certificate
Tutti gli illustratori di Promozione Medica, nonche gli artisti scientifici ai quali è demandata la produzione delle tavole mediche e delle grafiche, sono dotati di idonea certificazione professionale o titolo accademico.
Per gli illustratori grafici non laureati è richiesto la qualifica professionale di "Grafico Pubblicitario" rilasciata dalla regione competente, mentre per gli artisti scientifici è richiesto obbligatoriamente il Diploma Accademico di II Livello rilasciato da un'istitutizione AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale) con almeno 21 CFA in Anatomia Artistica.
Nessuna delle nostre produzioni grafiche è improvvisata: abbiamo alti livelli di qualità, e vogliamo sempre mantenerli tali in maniera costante.
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Campagne pubblicitarie online per medici, chirurghi e dentisti

Anche in un mercato ormai molto inflazionato, dove tutti sono in perenne competizione per prendersi l'ultimo cliente, noi abbiamo una nostra etica professionale ben precisa: lavoriamo solo con i migliori.

Perché la Medicità e la sanità sono parti di scienza che dovrebbero essere trattate solo dai migliori.

Siamo quindi orgogliosi di curare e gestire l'immagine professionale di Medici di indiscussa professionalità e competenza, che abbiamo avuto il piacere di guidare verso la necessaria transizione al digitale, o per cui abbiamo svolto tutte le pratiche del Marketing Sanitario utili a migliorare la loro presenza sul mercato, la loro produzione sanitaria e, in generale, a migliorare l'apporto alla loro pazientela.

Perché il nostro fine ultimo è proprio questo: aiutare la Medicina ad aiutare i pazienti, passando proprio per il supporto totale ai Medici, agli studi medici, agli studi odontoiatrici e ai poliambulatori.

Qui c'è un portfolio dei casi più rappresentativi, che abbiamo trattato e risolto con particolare soddisfazione.

Studio Dentistico Longo
Studio Dentistico Dott. Longo
Il Dott. Alberto Giorgio Longo è un Medico Chirurgo e Medico Odontoiatra, che gestisce uno storico studio odontoiatrico in centro a Milano, da ormai due generazioni.
Il Dott. Longo è perfezionato nell'Implantologia, cioè quella branca dell'Odontostomatologia che si prende carico della riabilitazione dentale dei pazienti edentuli mediante l'uso di impianti biocompatibili in titanio chirurgico.
Lo Studio Dentistico del Dott. Longo è uno studio odontoiatrico atipico e ultra-specializzato, poiché si occupa esclusivamente di riabilitazione dentale, utilizzando tecniche chirurgiche complesse ed avanzate, come la procedura computer-assistita.
Quando il Dott. Longo ci ha contattato, il suo sito istituzionale necessitava di totale rifacimento, così come tutta la sua immagine social, che risultava completamente assente (incluso il logo di studio, che abbiamo provveduto a costruire ex-novo).
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Dott.ssa Luisella Troyer Chirurgo Vascolare
Dott.ssa Luisella Troyer
La Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare di Milano, impegnata da anni a studiare e combattere gravissime patologie linfatiche e vascolari, come il linfedema e i danneggiamenti del sistema linfatico.
È uno dei massimi esperti italiani sull'argomento, e riceve quotidianamente pazienti da tutta Italia.
Ci ha contattati con una precisa richiesta: voleva divulgare, nell'esclusivo interesse dei pazienti, tutte le informazioni in suo possesso sulle patologie linfologiche.
Il suo sito milanolinfedema.it, riceve circa 40.000 visitatori unici mensili solo di ricerca organica, convertendo circa 90 lead altamente profilati ogni 30 giorni.
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Chirurgia Plastica Mini-invasiva a Milano Studio Medico Salus Mea
Studio Medico Salus Mea
Lo Studio Medico Salus Mea è uno studio specialistico di alta Chirurgia Plastica e Chirurgia Vascolare in pieno centro a Milano.
Lo studio è specializzato nella Chirurgia Plastica mini-invasiva, in particolar modo sull'asportazione chirurgica di tumori della pelle come basaliomi, spinaliomi e melaniomi, nonché sulla rimozione a basso impatto cicatriziale delle cisti sebacee.
Lo studio è anche uno dei pochi centri specializzati nella diagnosi e nel trattamento del lipedema, cioè la dismorfia del pannicolo adiposo femminile di origine genetica.
Il sito minichirurgiaplastica.it, pensato specificatamente per il target di riferimento (cioè la mini-Chirurgia della pelle) genera oltre 20.000 visite al mese, con circa 40 conversioni a settimana.
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Dott.ssa Giovanna Broccio Medico Geriatra
Dott.ssa Giovanna Broccio
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Geriatra, perfezionata nei deliri neurocognitivi dei pazienti anziani, sia in esordio che conclamati.
Ogni giorno, la Dottoressa aiuta pazienti ormai non più autosufficienti, compresi i loro familiari e caregiver, a condurre una vita dignitosa e serena, per mezzo dei nuovi protocolli di Medicina Geriatrica come la valutazione multidimensionale del paziente anziano.
Abbiamo provveduto a costruire da zero la comunicazione digitale della Dottoressa, compreso il suo logo operativo, nonché abbiamo progettato e realizzato il suo sistema di prenotazioni ambulatoriale.
Il suo sito, medicinageriatrica.it, è stato costruito nel massimo rispetto della privacy del paziente, su indicazione della Dottoressa: tutte le foto esemplificative sono state dunque prodotte e adattate grazie all'ausilio di un modello LLM di classe medica.
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Dott. Massimo Capone Chirurgo Andrologo
Dott. Massimo Capone
Il Dott. Massimo Capone è un Chirurgo Andrologo, specialista da anni nella Chirurgia Plastica Ricostruttiva Genitale.
È stato uno dei primi Medici ad introdurre in Italia la terapia rigenerativa ad onde d'urto a bassa intensità, per la cura dei casi gravi di disfunzione erettile causati da deficit vascolare.
Da oltre trent'anni, il Dottore aiuta quotidianamente i pazienti affetti da patologie o condizioni patologiche gravi, che influenzano in maniera drastica la qualità della vita sessuale maschile, come la disfunzione erettile insensibile alla cura farmacologica, l'incurvamento congenito del pene e la malattia di La Peyronie.
Abbiamo provveduto al restyling completo del suo sito sexualmedicine.eu, provvedendo alla costruzione di articoli di Andrologia e Chirurgia Andrologica complessi, anche con tavole anatomiche realizzate ad hoc.
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Studio Podologico Piede Sano a Milano
Studio Podologico Piede Sano
Lo Studio Medico Podologico Piede Sano è uno studio di Podologia e Podoiatria di Milano, specializzato nella cura e nel benessere dei piedi a 360°.
Lo studio è perfezionato nell'alta Podologia, anche con specifici trattamenti chirurgici avanzati di cura delle onicomicosi e onicocriptosi, e da anni cura pazienti affetti da gravi condizioni invalidanti dei piedi.
È uno dei pochi studi podologici ad avere un team multidisciplinare formato da Chirurghi, Podologi, infermieri specializzati e fisioterapisti, in grado di trattare tutte le affezioni dei piedi.
Abbiamo provveduto a costruire da zero il nuovo sito, le nuove landing pages, i nuovi articoli medici specialistici, il logo e, ovviamente, tutte le foto operatorie e di ambulatorio.
Il sito piedesano.it, dal linguaggio facile e comprensibile anche per pazienti di età avanzata, riceve oltre 30.000 visite al mese, ed è un punto di riferimento per molte query squisitamente podologiche.
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Studio Dentistico Longo
Studio Dentistico Dott. Longo
Il Dott. Alberto Giorgio Longo è un Medico Chirurgo e Medico Odontoiatra, che gestisce uno storico studio odontoiatrico in centro a Milano, da ormai due generazioni.
Il Dott. Longo è perfezionato nell'Implantologia, cioè quella branca dell'Odontostomatologia che si prende carico della riabilitazione dentale dei pazienti edentuli mediante l'uso di impianti biocompatibili in titanio chirurgico.
Lo Studio Dentistico del Dott. Longo è uno studio odontoiatrico atipico e ultra-specializzato, poiché si occupa esclusivamente di riabilitazione dentale, utilizzando tecniche chirurgiche complesse ed avanzate, come la procedura computer-assistita.
Quando il Dott. Longo ci ha contattato, il suo sito istituzionale necessitava di totale rifacimento, così come tutta la sua immagine social, che risultava completamente assente (incluso il logo di studio, che abbiamo provveduto a costruire ex-novo).
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Dott.ssa Luisella Troyer Chirurgo Vascolare
Dott.ssa Luisella Troyer
La Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare di Milano, impegnata da anni a studiare e combattere gravissime patologie linfatiche e vascolari, come il linfedema e i danneggiamenti del sistema linfatico.
È uno dei massimi esperti italiani sull'argomento, e riceve quotidianamente pazienti da tutta Italia.
Ci ha contattati con una precisa richiesta: voleva divulgare, nell'esclusivo interesse dei pazienti, tutte le informazioni in suo possesso sulle patologie linfologiche.
Il suo sito milanolinfedema.it, riceve circa 40.000 visitatori unici mensili solo di ricerca organica, convertendo circa 90 lead ogni 30 giorni.
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Chirurgia Plastica Mini-invasiva a Milano Studio Medico Salus Mea
Studio Medico Salus Mea
Lo Studio Medico Salus Mea è uno studio specialistico di alta Chirurgia Plastica e Chirurgia Vascolare in pieno centro a Milano.
Lo studio è specializzato nella Chirurgia Plastica mini-invasiva, in particolar modo sull'asportazione chirurgica di tumori della pelle come basaliomi, spinaliomi e melaniomi, nonché sulla rimozione a basso impatto cicatriziale delle cisti sebacee.
Lo studio è anche uno dei pochi centri specializzati nella diagnosi e nel trattamento del lipedema, cioè la dismorfia del pannicolo adiposo femminile di origine genetica.
Il sito minichirurgiaplastica.it, pensato specificatamente per il target di riferimento (cioè la mini-Chirurgia della pelle) genera oltre 20.000 visite al mese, con circa 40 conversioni a settimana.
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Dott.ssa Giovanna Broccio Medico Geriatra
Dott.ssa Giovanna Broccio
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Geriatra, perfezionata nei deliri neurocognitivi dei pazienti anziani, sia in esordio che conclamati.
Ogni giorno, la Dottoressa aiuta pazienti ormai non più autosufficienti, compresi i loro familiari e caregiver, a condurre una vita dignitosa e serena, per mezzo dei nuovi protocolli di Medicina Geriatrica come la valutazione multidimensionale del paziente anziano.
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Il suo sito, medicinageriatrica.it, è stato costruito nel massimo rispetto della privacy del paziente, su indicazione della Dottoressa: tutte le foto esemplificative sono state dunque prodotte e adattate grazie all'ausilio di un modello LLM di classe medica.
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Dott. Massimo Capone Chirurgo Andrologo
Dott. Massimo Capone
Il Dott. Massimo Capone è un Chirurgo Andrologo, specialista da anni nella Chirurgia Plastica Ricostruttiva Genitale.
È stato uno dei primi Medici ad introdurre in Italia la terapia rigenerativa ad onde d'urto a bassa intensità, per la cura dei casi gravi di disfunzione erettile causati da deficit vascolare.
Da oltre trent'anni, il Dottore aiuta quotidianamente i pazienti affetti da patologie o condizioni patologiche gravi, che influenzano in maniera drastica la qualità della vita sessuale maschile, come la disfunzione erettile insensibile alla cura farmacologica, l'incurvamento congenito del pene e la malattia di La Peyronie.
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Studio Podologico Piede Sano a Milano
Studio Podologico Piede Sano
Lo Studio Medico Podologico Piede Sano è uno studio di Podologia e Podoiatria di Milano, specializzato nella cura e nel benessere dei piedi a 360°.
Lo studio è perfezionato nell'alta Podologia, anche con specifici trattamenti chirurgici avanzati di cura delle onicomicosi e onicocriptosi, e da anni cura pazienti affetti da gravi condizioni invalidanti dei piedi.
È uno dei pochi studi podologici ad avere un team multidisciplinare formato da Chirurghi, Podologi, infermieri specializzati e fisioterapisti, in grado di trattare tutte le affezioni dei piedi.
Abbiamo provveduto a costruire da zero il nuovo sito, le nuove landing pages, i nuovi articoli medici specialistici, il logo e, ovviamente, tutte le foto operatorie e di ambulatorio.
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Ricordati che...
Quindi ricorda che...
  • Aprire un ambulatorio è un problema d'impresa, non clinico: si progetta con un business plan, non si improvvisa;
  • La differenza tra studio professionale e struttura sanitaria è organizzativa, non legata al tipo di prestazione: lo ha chiarito il TAR Lazio con la sentenza n. 4428 del 2019;
  • Il riferimento nazionale è l'art. 8-ter del D.Lgs. 502/1992, che distingue l'autorizzazione alla realizzazione dall'autorizzazione all'esercizio;
  • Anche uno studio professionale rientra nel regime autorizzatorio se attrezzato per chirurgia ambulatoriale o per procedure di particolare complessità o rischiose per la sicurezza del paziente;
  • I requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi discendono dal D.P.R. 14 gennaio 1997, ma sono le discipline regionali quelle su cui verrai effettivamente verificato;
  • L'ente che rilascia l'autorizzazione cambia da regione a regione: Comune, ASL/ATS o ente regionale dedicato, a seconda del territorio;
  • In odontoiatria, la L. 124/2017 impone il direttore sanitario iscritto all'albo degli odontoiatri e ne vincola la funzione a una sola struttura: un costo che si moltiplica per ogni sede;
  • L'accreditamento non è un contratto: essere accreditati non significa avere volumi assegnati;
  • La sede è la decisione più irreversibile del progetto: nessuna firma prima della verifica di fattibilità tecnica e di destinazione d'uso;
  • L'errore più letale è finanziare l'investimento e dimenticare il capitale circolante dei primi mesi;
  • In regime di esenzione IVA ex art. 10, c. 1, n. 18 del D.P.R. 633/1972, l'imposta sugli acquisti non è in linea generale detraibile: valuta l'investimento al lordo;
  • I canali organici maturano in anni, i canali a pagamento smettono di produrre nel momento in cui smetti di pagare: sono due strumenti diversi, non alternativi;
  • Il nostro studio pubblicato documenta una crescita del CTR dall'1% all'11% in quattro anni e oltre 2.296.000 impressioni organiche cumulate: il patrimonio digitale si costruisce nel tempo;
  • Iniziare a comunicare il giorno dell'apertura significa affrontare la fase di massimo fabbisogno con il solo canale più costoso;
  • La comunicazione conforme è quella informativa, non promozionale: lo impone l'art. 1, comma 525, della L. 145/2018, ed è anche la ragione per cui funziona meglio;
  • Il momento giusto per chiedere una consulenza è prima dell'immobile, dei preventivi e delle firme: dopo si può ancora fare molto, ma costa di più

Portiamo numeri, non chiacchiere

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Articoli generati da un'AI? No, grazie

Articoli sanitari scritti da umani e non ai

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Nessun articolo è stato scritto, anche parzialmente, da un'intelligenza artificiale generativa.

E c'è di più: non utilizziamo e non utilizzeremo mai nessuna AI per 'generare' qualsiasi nostro contenuto sanitario.

Il motivo è semplice: noi creiamo informazione sanitaria attendibile e verificabile, e non copiamo ed incolliamo lavoro fatto da altri (che non possiamo verificare, e di cui ignoriamo la qualità).

Gli articoli generati dalle AI odierne sono spesso inattendibili, sono troppo generici o troppo prolissi, che copiano, attraverso il data scraping, lavoro già eseguito da altri.

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